Critiche bipartisan «Bisognava azzerare tutto»

da Roma

«Spetta al ministro garantire la serietà nello svolgimento dei test: quanto è accaduto è prova di superficialità e malgoverno e il responsabile è proprio Fabio Mussi». Il senatore di An, Giuseppe Valditara con il presidente dei senatori, Altero Matteoli, annuncia la messa a punto di una mozione in cui si chiede al governo di assumere «urgenti iniziative volte a disciplinare la questione relativa all’iscrizione negli atenei italiani, con criteri e metodi di selezione diversi da quelli vigenti». Per Matteoli, il ministro Mussi con la decisione di annullare le prove di Catanzaro e Bari «ha dimostrato soltanto una grandissima superficialità».
Per il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè, «l’annullamento dei test di medicina errati era solo il primo logico passo per restituire credibilità al sistema universitario. Ora il ministro Mussi è chiamato a scovare e perseguire immediatamente coloro che hanno prodotto lo scempio nei test truccati, senza permettere che il tempo e i soliti scaricabarile diano un colpo di spugna alle responsabilità».
Andrea Morbelli, responsabile nazionale del settore università di Forza Italia Giovani, invece chiede le dimissioni di Mussi che, dice, deve assumersi «le sue responsabilità sul disastro dei quiz». Morbelli sostiene che «le indagini giudiziarie hanno dato il colpo finale a una prova già nata male, a causa degli errori riscontrati nelle domande».
Ma non c’è soltanto l’opposizione a far piovere pietre sulle decisioni del ministro. Pesanti critiche al governo arrivano pure dai suoi alleati.«Da Mussi arrivano solo soluzioni tampone», dice Pasquale Giuditta dell’Udeur. «Il ministro avrebbe fatto molto meglio ad annullare tutte le sessioni di test d’ingresso in ogni università italiana».
E anche Tommaso Pellegrino, capogruppo dei verdi nella commissione Sanità e Affari sociali, definisce un errore «la decisione del ministro Mussi di considerare validi i test di ammissione alle facoltà di medicina». Secondo Pellegrino «il ministro avrebbe dovuto riconoscere che l’errore commesso nella preparazione dei test è grave e ne ha condizionato l’esito».
E pure per gli studenti la scelta del ministro Mussi di non annullare tutti i test di ingresso a medicina e odontoiatria «è assurda». La Confederazione degli studenti, dice Rosario Pugliese del Cds, accusa Mussi di essersi lasciato «sfuggire l’occasione di porre fine a un sistema corrotto e sempre più in contrasto con i diritti degli studenti».