«Critiche ingiuste: l’Umbria utilizza bene i fondi della Ue»

Maria Rita Lorenzetti*

«Egregio Direttore, desta sorpresa la disinformazione che circola negli articoli apparsi sul suo giornale a firma di Pierangelo Maurizio, in data 23 ottobre scorso, poiché si mescolano le cose più disparate a sostegno di una tesi, nemmeno esplicitamente esposta, di uso strumentale delle risorse pubbliche a esclusivo fine di consenso politico. L’Umbria si è guadagnata sul campo, nell’ambito di un panorama nazionale non parimenti positivo, la stima della Commissione Europea nella programmazione e gestione dei fondi strutturali, in particolare negli ultimi anni. Nel periodo di programmazione 2000-2006, in via di esaurimento, l’Umbria ha fatto «la parte del leone» sia nell’attuazione del Piano di sviluppo rurale, sia nella attuazione degli altri 2 Fondi strutturali (Fondo sociale e Fondo regionale).
L’Umbria è la prima Regione italiana in termini di velocità di attuazione del Piano di sviluppo rurale, avendo istruito un numero rilevantissimo di progetti di investimento che hanno riguardato tutte le componenti dell’impresa agricola e agroalimentare. L’agriturismo è soltanto uno dei filoni di investimento. Il programma dell’Umbria si caratterizza inoltre per l'attuazione anche di progetti relativi all’innovazione e alla qualità dei prodotti; misure che non tutte le Regioni hanno viceversa attuato.
L’obiettivo è quello di produrre una estesa qualificazione e modernizzazione delle attività agricole e agroindustriali nella consapevolezza che in una regione ambientalmente delicata come l'Umbria soltanto una presenza attiva e continua ne possa garantire la manutenzione indispensabile.
Nel caso del Fondo sociale e del Fondo regionale l’Umbria non solo ha scongiurato la sanzione del disimpegno automatico delle risorse eventualmente non spese, ma ha anche conseguito le «premialità» previste per chi superasse una certa soglia. In tutti e tre i Fondi la Regione ha ricevuto riscontri positivi dai controlli rigorosi e ricorrenti che la Commissione Europea effettua con valutazioni addirittura lusinghiere, proprio nel 2005. Tutte le misure sono gestite secondo criteri di evidenza pubblica, in modo tale da assicurare sia agli operatori privati, sia agli enti locali una pari possibilità di accesso. È sempre il merito della qualità progettale che stabilisce le priorità. Queste considerazioni trovano ripetuti riscontri nelle varie dichiarazioni politiche dei responsabili comunitari.
Da ultimo lo stesso Commissario Ue, Franco Frattini, in visita in Umbria nei giorni scorsi, ha avuto modo di dare pubblicamente atto dell'eccellenza guadagnata sul campo dalla Regione Umbria. Lo stesso ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno, in più di una occasione ha dato atto della efficienza e della correttezza della iniziativa regionale in materia di fondi comunitari. Evidentemente tutto ciò determina imbarazzo e, in alcuni casi anche invidia, in taluni ambienti politici del centro destra e in certa stampa, tanto che al fine di «coprire» il disastroso bilancio del governo Berlusconi, non esitano a far ricorso a bugie e inesattezze pur di accreditare un’immagine negativa delle Regioni amministrate dal centrosinistra. Nel caso dell'Umbria vorrei sommessamente ricordare che la pensano così oltre il 63 per cento degli elettori. Immagino che tale consenso debba davvero far invidia. Ma non è né con le bugie né con false promesse che si conquista la fiducia degli elettori».
*Presidente Regione Umbria