Le critiche del prete e gli insulti di un papà

Parla l’uomo: «Non ho mai avuto contatti con nessuno degli altri indagati. Ed escludo che qualche piccino sia entrato in casa nostra»

Ecco la lettera che uno dei genitori di un bimbo vittima di presunti abusi a Rignano ha scritto per Don Fortunato di Noto, da sempre impegnato nella lotta alla pedofilia, che sul Giornale di ieri aveva criticato le indagini sui presunti abusi nell’asilo. A seguire la risposta del sacerdote.

Stamattina, leggo un’intervista di quella brava persona del vostro prete sul «Giornale». Forse è proprio della gente come lui e come il nostro beneamato don Enrico santo da Rignano Flaminio e dalla vostra maledettissima chiesa che bisogna stare attenti, anche voi, invece di tutelare i nostri bambini parlate e sparlate senza sapere nulla, siete ridicoli e patetici. Continuate a difendere le vostre catechiste che oltretutto nessuno mai ha denunciato, ma dopo una lunga inchiesta sono state fermate: forse le benemerite saranno anche innocenti, ma a noi quello che è successo dentro a quella scuola ce lo dovranno dire. Ce lo vennisse a dire questo presunto prete che come tanti altri personaggi si vogliono prendere la loro fetta di popolarità, e i nostri bambini intanto stanno male e nessuno li tutela tranne i genitori, specialmente le mamme, che si devono sentire racconti assurdi e aberranti dei propri bambini. Che il prete venga a parlare con le famiglie invece di fare il fenomeno per i giornali...
Il papà di un bambino
denunciante
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Gentile signore, la ringrazio di cuore per le offese rivolte alla mia persona, denota rabbia, frustrazione e confusione nei giudizi che ha espresso, e comprendo, mi creda il suo dolore e quello del suo bambino. Lo comprendo e ne sono ben consapevole. In tutta la mia vita sono stato sempre dalla parte dei bambini, e per loro e le loro famiglie, ho esposto sempre in prima persona la mia vita, minacciato di morte, deriso, ingiuriato per i bambini abusati e contro la pedocriminalità. Non mi dica queste cose... io la comprendo, ma così non facciamo il bene di nessuno. L'intervento su “Il Giornale” è dettato dalle molteplici perplessità, e sono ben disposto a incontrare le famiglie di Rignano (anche se io non ho mai saputo chi voi avete incontrato, e come vi hanno aiutato, altri... che spesso risultano improvvisati) che in tutta la vicenda non ci hanno mai interpellato, né personalmente, né come Associazione Meter. Deve inoltre sapere che tante persone, su nostre segnalazioni, sono state denunciate e molti sono oggi alle patrie galere a scontare un reato compiuto a danno dei bambini. No, mi perdoni. Lei non deve offendermi, non l'accetto ma la comprendo, comprendo il suo dolore. Però, mi creda, la vicenda di Rignano, non sta portando luce su nulla, almeno fino ad oggi... mettendo in difficoltà l'impegno di tante associazioni a tutela dell'infanzia e contro la pedofilia. Tutti desideriamo che se un solo bambino è stato abusato, il colpevole/li deve/no essere arrestato/i, processato e che sconti fino alla fine la condanna. Ma con senso di obiettività.... me lo faccia ridire, se le indagini sono state condotte così, sono un vero e proprio disastro. Io spero di no, e spero che si abbia giustizia. Nessuno ha bisogno di popolarità, si immagini il sottoscritto. E con serenità attendiamo che la magistratura ci dia finalmente una luce su tale vicenda oscura e dolorosa.
Cordialità
don Fortunato Di Noto