Il critico dal Brasile: «Facciano una verifica al loro cervello»

Una roccia, almeno in apparenza. Niente lo scalfisce. Nemmeno quando la notizia arriva dall’altra parte del mondo. L’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi a San Paolo del Brasile per la mostra Street Art, in cui compaiono anche opere di writer meneghini, è incredulo che la giunta abbia chiesto una verifica sulla sua politica culturale.
Le mostre su Witkin e Saudek sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso, tanto che la giunta ha dato mandato al sindaco di verificare il suo operato. La sua politica culturale non sarebbe in linea con quella della giunta....
«Ah sì, facciano una verifica sul loro cervello. Politica vuol dire avere delle idee, ma loro non ne hanno. Fare una politica di destra vuol dire fare una politica libera. Non sono mai stato così orgoglioso della mia linea culturale - risponde con voce ferma, di chi sa il fatto suo - libera da pregiudizi di qualsiasi tipo e che proprio in forza della sua libertà può spaziare da Balla a Serafini, passando per Bacon e per Witkin, uno dei fotografi più grandi di tutti i tempi, che non ha certo bisogno della legittimazione del sindaco e dei suoi assessori».
Dopo la mostra Vade Retro, però queste sono state considerate delle inutili provocazioni...
«Detta da De Corato che ha fatto dimettere Strehler...La verità è che loro difendono una sorta di bigottismo: appena si allude al sesso, si scandalizzano. Allora censuriamo metà della storia del cinema. La cultura che non provoca, fa dormire. Vogliono cancellare la mostra di Witkin e quella di Saudek, organizzata o con il consolato della Repubblica Ceca? Facciano pure, Milano farà l’ennesima figura di città bigotta che censura. Cultura non vuole dire nascondere le cose e il mio programma culturale parla da solo: ho fatto mostre di primo livello ed esposizioni fotografiche che rappresentano una visione del nostro tempo».
Si dimetterà?
«Si dimettano i miei colleghi...