Critico e politico un po’ «vivace» Ma si sapeva...

Sgarbi si può amare, ammirare, esaltare, esecrare, disprezzare o ripudiare: l'uomo gode di essere comunque al centro dell'attenzione. Quello che invece non si può fare è ignorare il suo carattere e la sua storia. Chi, venti mesi fa, lo ha scelto come assessore alla Cultura, sapeva (o doveva sapere) a che cosa andava incontro. Sia come critico d'arte, sia come politico, ha sempre fatto di testa sua, convinto di essere comunque e sempre dalla parte della ragione e che - sulle materie che ritiene di essere di sua competenza - tutti gli altri ne sanno meno di lui. Per ulteriori informazioni, Letizia Moratti avrebbe potuto rivolgersi a Giuliano Urbani, che lo ha avuto come sottosegretario ai Beni culturali, ha cominciato a litigarci praticamente dal primo giorno e non ha avuto pace finché non è riuscito a liberarsene. La scelta di affidargli il più prestigioso (...)