Il critico scivola su Carducci

San Martino non è il patrono di Antonio D’Orrico che certo avrà studiato la celebre poesia ma, andando ormai per i 54, ha ricordi arrugginiti dei lontani anni delle medie. Ha sbagliato, capita. Ma, mal gliene è incolto perché è stato smascherato dal solito attento lettore. Sul Magazine del Corriere infatti D’Orrico rielaborando versi celebri con la scrittura T9, basata sulla casualità, scrive «la nebbia agl’irti bolli» invece che «agl’irti colli». Errore voluto per dimostrare i disastri del T9. Ma, ahilui, attribuisce i versi a Pascoli. Errore fatale del povero D’Orrico, subito rampognato dall’infallibile lettore: è Carducci. E infatti il simpatico D’Orrico la butta sul ridere. All’errata corrige aggiunge: viva Carducci, abbasso D’Orrico.