Croazia, ancora gravi i ragazzini italiani travolti da un motoscafo

Lo scontro tra il gommone su cui si trovavano i ragazzini di Padova e il motoscafo è avvenuto sabato a largo di Rovigno, in Istria. Gravi le condizioni di Matteo Peragnolo, 14 anni, e di Maria Elena Lubion, 11. Fuori pericolo gli altri due giovani passeggeri

Zagabria - Sono ancora in pericolo di vita due dei quattro ragazzi italiani che si trovavano a bordo di un gommone quando, sabato scorso al largo di Rovigno (Rovinj), in Istria, sono stati investiti da un grosso motoscafo. Lo ha riferito il portavoce dell’ospedale di Pola, Goran Pajic. Tutti e quattro i ragazzi sono di Padova, come anche il conducente del motoscafo, che però non li conosceva. I due ragazzi in condizioni serie sono Matteo Peragnolo (14 anni) e Maria Elena Lubion (11), entrambi con ferite alla testa, ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Pola. Le condizioni del ragazzo, sottoposto ad un intervento alla testa, si starebbero stabilizzando, ma i medici non hanno ancora sciolta la prognosi.

Anche gli altri due ragazzi coinvolti nell’incidente, Giacomo Cesarin (14) e Beatrice Frescura (15), sono rimasti seriamente feriti, ma sono fuori pericolo e in giornata dovrebbero rientrare in Italia. Secondo quanto si è appreso, alla guida del motoscafo - lungo dieci metri - c’era Lorenzo Canella (48).

L’ incidente è avvenuto sabato sera alle 17.30, davanti all’isolotto di Sturaga, vicino alla famosa Isola Rossa (Crveni otok), luogo di villeggiatura di molti turisti stranieri. L’uomo è stato interrogato dalla polizia ed entrambe le imbarcazioni sono state sequestrate e tirate a secco per le indagini. A bordo del motoscafo c’erano altri tre turisti italiani, tutti illesi. La dinamica dell’accaduto sarà resa nota solo a termine delle indagini.

La stampa locale non ha escluso che a provocare la collisione fosse stata la disattenzione dei ragazzi e la loro inesperienza in mare. Secondo il giornale di Fiume (Rijeka) "Novi list", i ragazzi feriti sono stati soccorsi dall’equipaggio di una nave che fa spola tra il Crveni otok e Rovigno. Alcuni testimoni, che nel porto di Rovigno hanno assistito al trasferimento dei ragazzi dalla nave nelle ambulanze, hanno descritto al giornale la scena come molto drammatica, affermando che "è un vero miracolo che i giovani si siano salvati". La dottoressa Nela Srsen, di origini croate, da anni medico all’ospedale di Padova e amica di famiglia di uno dei ragazzi feriti, ha detto ai giornalisti che "al momento della collisione i ragazzi stavano giocando". La dottoressa Srsen, che si trova all’ospedale di Pola dove da sta seguendo le condizioni dei giovani, ha aggiunto che "la ragazzina undicenne è quella che ha riportato le ferite più gravi: una frattura del cranio e del femore e lesioni gravi del torace per le quali è stata sottoposta a un drenaggio dei polmoni", spiegando che, quando lo permetteranno le loro condizioni, tutti verranno trasferiti all’ospedale di Padova.