La Croazia attacca Napolitano sulle foibe. Il presidente Mesic: "Parole di aperto razzismo"

Il presidente della Croazia, Mesic, attacca duramente Napolitano, che aveva ricordato il martirio degli italiani nelle foibe: "È impossibile non intravedere, elementi di aperto razzismo, revisionismo storico e
revanscismo politico&quot;. Fini: frasi gravissime. D'Alema: reazione che stupisce e addolora, valuteremo se compiere passi formali. <strong><a href="/a.pic1?ID=156411">La reazione del Quirinale</a></strong>

Roma - Tensione alle stelle tra Italia e Croazia. Motivo del contendere le dichiarazioni del capo dello Stato italiano, Giorgio Napolitano, sulle foibe. Il presidente della Croazia, Stipe Mesic, si è detto "costernato" dalle dichiarazioni di Napolitano in occasione della Giornata del Ricordo delle Foibe e dell'Esodo. "È impossibile non intravedere - ha dichiarato Mesic - elementi di aperto razzismo, revisionismo storico e revanscismo politico".
Il presidente della Repubblica aveva definito le foibe un episodio di pulizia etnica a lungo negato per pregiudiziali ideologiche: "Vi fu un moto di odio e di furia sanguinaria ... che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica". La massima carica dello stato ha voluto dare "un riconoscimento troppo a lungo mancato" a questa tragedia in cui morirono centinaia di italiani, fatti sparire dai militanti del maresciallo Tito nelle cavità carsiche conosciute con il nome di Foibe, che si trovano al confine tra l'Italia e la ex Jugoslavia.

D'Alema: reazione che stupisce «Una reazione che stupisce ed addolora, e che appare del tutto immotivata». Così il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, commenta a caldo le dure frasi che il pronunciate da Stipe Mesic, ha riservato alle parole del presidente Napolitano, sulle foibe. «Mesic dovrebbe sapere che si rivolge al Presidente dell'Italia democratica e antifascista». L'Italia valuterà eventuali passi formali nei confronti del governo croato. «Non appena prenderemo visione in modo dettagliato di queste dichiarazioni, valuteremo il da farsi consultando anche il presidente del Consiglio e il presidente della Repubblica», ha spiegato D'Alema.

Fini: parole di Mesic gravissime «Mesic ha offeso non solo il presidente Napolitano, cui va la nostra piena solidarietà, ma anche la verità storica. Le sue parole sono gravissime e inaccettabili, rischiano di allontanare la Croazia dall'Ue e rispondono solo a una logica ultranazionalista e revanscista indegna per il capo di uno stato di un paese democratico e amico dell'Italia».

Casini a Basovizza: frasi inaccettabili «Le dichiarazioni del presidente croato Stipe Mesic sul dramma delle Foibe e sulle dichiarazioni del presidente Napolitano sono inaccettabili». Lo ha detto a Gorizia il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini durante la visita alla foiba di basovizza. «Lo spirito dell'Italia è uno spirito europeo. L'Europa si fonda nel rispetto delle diversità, ma anche nel rispetto della verità. Abbiamo profondamente condiviso le parole di Napolitano perchè rappresentano non solo l' anima di tutti gli italiani, ma anche lo spirito europeo. Lo stesso spirito europeo di cui la Croazia si vuole fare promotrice - ha puntualizzato - quando presenta la sua domanda di adesione all'Unione Europea». Casini ha ribadito che l'Italia in sede europea sostiene l'ingresso della Croazia nell'Ue. «Proprio perchè sosteniamo con convinzione questo ingresso - ha aggiunto - non guardando ai revanscismi storici, ma guardando al futuro, tanto più dobbiamo dire che le parole di Mesic sono inaccettabili». «Con tutto il rispetto, ritengo che il presidente Napolitano possa insegnare a Mesic le nozioni elementari di politica europea».

Gasparri: "Inquietante" «Le parole del presidente della Croazia sono preoccupanti e inquietanti. Il presidente Napolitano ha con coraggio parlato della congiura del silenzio che nel nostro Paese ha cancellato dalla memoria collettiva per troppo tempo l'orrore delle Foibe». Lo afferma Maurizio Gasparri, dell'Esecutivo di An.

Giovanardi: equivoco voluto «È incredibile che le parole di amicizia e di pace di Napolitano vengano volutamente equivocate da Mesic con un linguaggio che speravamo di non dover più ascoltare da nessun politico europeo», dice Carlo Giovanardi deputato. «L'Italia democratica - prosegue - si è inchinata davanti alle vittime della violenza nazifascista in Croazia ed in Slovenia è ha condannato senza riserve annessioni territoriali che non avevano nessuna giustificazione, ma nel contempo non può non riconoscere la pulizia etnica che il comunismo titino esercitò verso gli italiani ma anche verso tutti coloro che volevano difendere libertà e democrazia».