La Croazia spazza via i sogni del Trap

Brutta serata per il ct italiano, tradito proprio dalla difesa. Irlanda distratta e sfortunata, gli slavi a segno tre volte adesso spaventano anche Prandelli

I verdetti dello stadio di Poznan sono la seria candidatura della Croazia a mina vagante del girone C e la severa bocciatura per il Trap, che giovedì di fronte alla Spagna potrebbe già chiudere l’avventura europea ritrovata dall’Irlanda dopo ben 24 anni.
Il «nonno» di Cusano Milanino (con i suoi 73 anni è il ct più anziano della storia degli Europei) fa ancora i conti con la sfortuna: nella sua ultima esperienza europea con gli azzurri nel 2004 pagò la «torta» tra Svezia e Danimarca, due anni e mezzo fa finì fuori dai Mondiali per la svista arbitrale sul francese Henry, al debutto in Polonia sconta quattro episodi sfavorevoli (le incertezze di Given e la svirgolata di Ward nei gol incassati e un mancato rigore concesso a Keane). E così il Trap subisce il primo pesante ko dopo 14 partite utili, di cui 11 senza reti al passivo e rischia di arrivare all’appuntamento del 18 giugno con gli azzurri senza obiettivi.

Il «rocker» Bilic dal canto suo porta a casa un successo meritato grazie alla maggiore qualità tecnica offerta in campo, il migliore fraseggio espresso e più soluzioni di gioco rispetto agli avversari (come il ct 43enne aveva esternato con un po’ di presunzione alla vigilia). Sembrava che il forfait last minute di Olic (guaio muscolare) potesse penalizzare il reparto offensivo croato, ma le punte di scorta Mandzukic e Jelavic non tradiscono al debutto continentale. Il primo, dopo aver salvato in Bundesliga il Wolfsburg dalla retrocessione, si regala una doppietta all’esordio con due colpi di testa sui quali Given è goffo e iellato; il secondo, reduce dai 10 gol segnati con l’Everton nello splendido finale di stagione dei londinesi in Premier, si fa trovare pronto dopo uno svarione difensivo degli avversari.

Trapattoni ha gli occhi lucidi mentre i 20mila tifosi irlandesi gridano a sguarciagola l’inno in lingua gaelica. La sua squadra è rimasta l’unica vecchio stampo: numeri dall’1 all’11 e formazione snocciolata senza problemi già due settimane prima dell’esordio. Ma tutte le sue certezze vengono annullate dal primo sigillo di Mandzukic, nel mirino della Fiorentina a inizio di questo mercato. Trap voleva aspettare la Croazia per colpire con il vecchio sano contropiede e invece si vede scombinare i piani dopo nemmeno tre giri di lancetta.

Ma il buon Giuan non batte ciglio nemmeno quando il solito Mandzukic lo fa scivolare davanti alla panchina (chiedendogli poi scusa) dopo un’entrata decisa su un giocatore irlandese. Mentre ritrova la solita verve quando la testa di St. Ledger colpisce il preciso cross di Mc Geady e riapre temporaneamente il match. Non è dato sapere se Tardelli, sul gol del centrale difensivo dei verdi, abbia ripetuto lo storico urlo del Bernabeu come aveva promesso alla vigilia, viste le grandi difficoltà ad andare in gol.

La partita non è esaltante dal punto di vista tecnico, ma ha un bel ritmo, almeno nella prima ora, e diventa più fallosa nel finale. Il gol di Jelavic che riporta avanti i croati nasce da un tiro di Modric - non bellissima la prestazione del genio del Tottenham - sporcato maldestramente da Ward che vanifica così la posizione irregolare di partenza della punta slava. La sfortunata deviazione nella propria porta di Given a inizio ripresa sulla nuova conclusione di Mandzukic mette in archivio il match nonostante le numerose occasioni per Andrews.

L’Irlanda dimostra i suoi limiti sia di organico (non a caso secondo un’analisi basata sul valore di mercato dei calciatori è la squadra di minor pregio, solo 72 milioni) che tattici. E non basta la presenza del Trap, come recita la ballata irlandese che ha accompagnato la marcia di avvicinamento a Euro 2012. La Croazia, dopo 90 minuti, è leader del girone ma nonostante l’Italia vista contro la Spagna non può lasciarci tranquilli.