La «Croce d’oro» compie mezzo secolo

Il più giovane non è ancora maggiorenne, il più anziano, invece, ha superato la sessantina. Sono i volontari della Croce d’Oro, l’associazione milanese che domenica festeggia il suo cinquantesimo compleanno con una festa che durerà tutto il giorno, aperta a tutti (in via Mincio 23). Nata grazie all’autotassazione dei volontari, oggi dispone di dieci ambulanze e 200 volontari che offrono un servizio di guardia medica in collaborazione con l’Asl e il Comune, e di assistenza sanitaria nell’ambito di tutte le partite disputate allo stadio Meazza e alle manifestazioni sportive dei giovani calciatori. «Sono entrato in Croce d’Oro quasi quarant’anni fa - racconta un volontario storico, Luciano Conrotto - e da allora non me ne sono più andato». Luciano aveva 17 anni e andava ancora a scuola quando un giorno, passando davanti alla sede, si è incuriosito e ha chiesto cosa bisognasse fare per dare una mano. «Venchi duman!», gli hanno risposto e così è nato un rapporto che si è rafforzato sempre di più con il passare degli anni. «Quando avevo i figli piccoli mia moglie si arrabbiava - continua Luciano - poi, invece, ha capito quanto fosse importante per me». In questi anni sono cambiate molte cose, ma l’entusiasmo, il principale motore dell’associazione, non accenna a diminuire. «È aumentato il livello di professionalità - rivela Luciano - ai miei tempi per fare il volontario bastava la buona volontà ora i ragazzi devono essere ancora più motivati perché prima di salire sull’ambulanza devono aver frequentato un corso impegnativo che richiede un continuo aggiornamento». Le nuove leve, infatti, devono frequentare 120 ore di formazione tenute da istruttori volontari e medici che insegnano nozioni di anatomia e fisiologia e protocolli operativi di intervento. «Non pensiate che sia solo lavoro - precisa - qui ci divertiamo molto. Lo ripeto sempre ai ragazzi: dove si sta meglio di qua?».