La croce è pubblicità: la chiesa deve pagare

Erica Orsini

da Londra

Una croce può essere un simbolo pubblicitario? A quanto pare sembra di sì, almeno in Gran Bretagna dove una chiesa metodista si è vista appioppare una tassa soltanto perché aveva esposto non lontano dall'edificio religioso una croce visibile dalla strada.
L'insolito fatto è accaduto nella cittadina di Dudley Wood. La chiesa metodista del paese si era appena trasferita e per segnalare l'esistenza del nuovo sito si è servita di una croce alta quasi due metri. Un po’ come i palloncini multicolori che i genitori legano al palo di fronte casa nel giorno della festa di compleanno dei figli. Finora, che si sappia, nessuno si è mai sognato di chiedere alle famiglie il pagamento di una tassa per questo, ma a quanto pare per le chiese le cose stanno diversamente. Così, il Comune di Dudley Wood si è sentito in pieno diritto di presentare alla chiesa locale un «conto» di 75 sterline (più o meno 110 euro) poiché in base alla legge vigente quella croce costituirebbe una sorta di pubblicità religiosa.
Indignato e incredulo il commento del parroco, Paul Nzacahayo, che ha accusato il Comune di voler guadagnare tassando persino un'innocua croce. «Francamente trovo tutto questo ridicolo - ha dichiarato ieri il parroco - con questo regolamento si vuole far soldi a spese di un simbolo religioso. Qui nessuno di noi aveva idea che esistesse una legge simile e siamo rimasti sconcertati da tutto questo». Il sovrintendente della Missione Metodista ha confermato quanto detto dal parroco di Dudley Wood in un'intervista radiofonica rilasciata alla Bbc. «Ritengo che si tratti di una legge sbagliata - ha affermato - perché la croce è sempre stata il simbolo più antico della fede cristiana. Non vedo come possa essere scambiata per una pubblicità». «Non abbiamo agito con leggerezza - si è difesa subito l'amministrazione di Dudley Wood - tutti I tipi di croci sono definite come simboli pubblicitari da una legge del 1990. Si tratta di un regolamento nazionale e non di una decisione presa dalle nostre autorità. La stessa tassa è valida anche per altri tipi di edifici religiosi, siano essi moschee o sinagoghe». Insomma la chiesa metodista è in ottima compagnia, ma si tratta di una ben magra consolazione. Sarà forse colpa di questi tempi moderni in cui anche una croce sembra poter assumere un significato diverso da quello più profondo che ha sempre avuto. Del resto, molte cose sono cambiate nella chiesa di oggi, in Gran Bretagna specialmente. Si cercano nuovi preti affidandosi a vere e proprie campagne pubblicitarie e I funerali si possono seguire perfino in diretta tv, via internet. Quest'ultima «moda» è stata lanciata dal paesino di Hull, a nord dell'Inghilterra, dove per riprendere in diretta una cerimonia funebre sono state piazzate delle telecamere. Familiari ed amici potevano usufruire del servizio da qualsiasi computer purché in possesso di un codice speciale. Prevista anche la possibilità di inviare delle condoglianze digitali. Speriamo che almeno il sacerdote non sia virtuale.