Crocefissi nelle scuole: la battaglia su Facebook

Su <em>Facebook</em> impazzano le reazioni alla decisione della Corte europea di
Strasburgo che ha bocciato la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche

Milano - Crocefisso in aula no, crocefisso in aula sì. Su Facebook impazzano le reazioni alla decisione della Corte europea di Strasburgo che ha bocciato la presenza dei crocefissi nelle classi. Il più ricco di messaggi è il gruppo "Sì al crocifisso nelle scuole" che a metà giornata già contava oltre 14 mila membri e a seguire "Tu stacchi il crocefisso dal muro? Io ti stacco le mani" che ha quasi 9.000 partecipanti. La maggioranza rivendica la tradizione cattolica e i valori storici da difendere, alcuni polemicamente contro immigrati e islam.

Maniere forti C’è anche chi è pronto a "piantare un coltello nella schiena" al primo che toglie un crocefisso e chi propone di uscire dall’Unione Europea. Uno si domanda se la Corte di Strasburgo non ha niente di meglio da fare, un altro ritiene che non abbia titolo per decidere la cultura di un paese, e un terzo invoca una nuova crociata. Non mancano voci che invitano a moderare il linguaggio, a intraprendere azioni pacifiche e perfino chi partecipa per difendere lo stato laico.

L'arma dell'ironia Poi c’è chi usa le armi dell’ironia: perché non oscurare le facciate delle chiese o togliere la croce sulla bandiera finlandese... In tanti invitano a lottare "per la difesa delle nostre tradizioni". Altri infine hanno dato vita a un nuovo gruppo dal titolo "No alla nuova legge: Corte Europea per diritti uomo dice no a crocefissi in classe": ma gli iscritti non sono moltissimi.