Il Crocefisso insegna ai giudici

Vorrei dare un consiglio a quel giudice di Camerino che si rifiuta di lavorare perché nelle aule è esposto il Crocefisso. Invece di considerarlo come un’imposizione del Vaticano (in contrasto con le sue «convinzioni morali»), provi a pensare a quell’uomo che, 2000 anni fa, fu condannato ingiustamente e giustiziato in modo tanto barbaro e inumano: forse così potrà trovare un ammonimento a giudicare e applicare le leggi in maniera equa, evitando di comportarsi, di fronte agli imputati che dovrà giudicare, come quel suo «collega» che - nonostante l’evidente innocenza di Gesù - preferì, invece di assolverlo, lavarsene le mani.