Croci: «Ecopass, se funziona lo allarghiamo»

Un anno di sperimentazione, poi si vedrà. L’ha promesso il sindaco Letizia Moratti per far mandare giù ai milanesi l’ultima amarissima medicina anti-smog. Si vedrà cosa? Si vedrà, dati alla mano, se l’Ecopass, oltre a fare impazzire un po’ tutti, sarà servito a qualcosa. I dati, appunto, e qui sta il problema. Se ne sono letti tanti, in questi giorni. Tantissimi. C’è chi dice che il centro di Milano è la zona più inquinata. Chi assicura che è invece intorno a Linate che si respira veleno. E le periferie? Non ne parliamo. E poi si è letto anche che la vera camera a gas è la Galleria. Il presidente della Provincia Filippo Penati ha in mano uno studio scientifico secondo cui spegnendo le caldaie 5 minuti prima ogni giorno, si abbatterebbero le polveri sottili molto di più. Risparmiando, oltre al combustibile, i 7 milioni di euro che servono ogni anno per tenere in piedi l’operazione Ecopass.
E allora? Fra un anno come la mettiamo? Ci saranno le relazioni dell’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente e quelli dell’Agenzia per la mobilità del Comune. Organismi accreditati, assicura l’assessore Edoardo Croci, deus ex machina del ticket. Ma si sa, ognuno le cifre le legge un po’ come gli pare. E allora? Perché non creare un comitato scientifico, un gran giurì che legga, interpreti e certifichi i risultati di un anno di sacrifici dei milanesi? «Una buona idea», assicura Croci di fronte alle telecamere di Telelombardia. Una promessa, dunque, a cui non sarà facile sottrarsi. «Potremmo - raccoglie e rilancia - creare una commissione fatta di professori universitari, scienziati ed esperti che stilino una relazione elaborando tutti i dati raccolti. Il monitoraggio continuo che abbiamo organizzato e che periodicamente sarà comunque a disposizione di tutti nel sito internet del Comune». L’obiettivo è già stato dichiarato. «In dodici mesi - l’impegno della Moratti - una diminuzione del traffico del 10 per cento e dell’inquinamento del 30». Ambizioso per alcuni, assolutamente realistico per i suoi più stretti collaboratori. Che già pensano di estendere un’area che, all’inizio del progetto, non dimentichiamo fu disegnata ricalcando la cerchia ferroviaria. In fondo a viale Monza, tanto per capirci, o a Lambrate. «Certo - assicura Croci - se i dati ci dovessero dare ragione, è chiaro che l’obbiettivo in futuro è allargare la zona a pagamento».
Oggi, invece, Carla De Albertis chiede addirittura alla Moratti di andarsene. «Se il centrodestra chiede legittimamente le dimissioni del premier Romano Prodi e del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino per l’emergenza rifiuti - attacca l’ex assessore ora passata nella Destra di Francesco Storace -, altrettanto deve fare con il sindaco di Milano per il fallimento totale di Ecopass. Per dignità i partiti ritirino gli assessori dalla giunta. E il sindaco Moratti si dimetta, perché ha puntato tutto sulla riorganizzazione della macchina comunale e questa ha dimostrato di essere un bidone, un fallimento totale, proprio sul provvedimento di punta del suo mandato: l’ecopasticcio che ha creato un grave danno ai cittadini e all’immagine della città».