La crociata contro l’arbitro non nasconde i guai Inter

Evidenti gli errori di Rocchi e designatore, ma anche quelli della
squadra: attacco a secco a San Siro, nervi scoperti e centrocampo
arrugginito. Moratti chiede giustizia per le troppe sviste arbitrali: la otterrà

Quattro punti, undici gol subiti in 5 partite, zona retrocessione e tutti contro l’arbitro. Gli errori di Rocchi forse non bastano a spiegare una classifica tanto deficitaria e quel deprimente secondo tempo: l’Inter è pur sempre una grande squadra. Per ora è Inter furiosa. Dovrà risponderle il designatore. Moratti vuole avere spiegazioni, chiede giustizia che può risolversi in una messa in freezer dell’arbitro per un certo tempo. Ranieri si è ritrovato con tre «però...» sulla lingua. «Tre indizi fanno una prova», ha ripetuto.
Il tecnico si riferiva a qualche conseguenza dovuta ai casi di Calciopoli. «Non voglio nemmeno pensarci, però... però... però...». Però ci pensa. E l’Inter di conseguenza. Sì, certo, l’arbitraggio di Rocchi ha provocato una valanga di dubbi, anche sull’autenticità del suo fraintendere: ammonizioni che non erano ammonizioni, un rigore che non era rigore, ma anche cartellini gialli e rossi tenuti nel taschino. Zanetti (fallo su Lavezzi), Chivu (meritava due gialli, ne ha subito uno solo), Samuel e Julio Cesar (era da rosso per le proteste) l’hanno passata liscia.
Certo Moratti non si riferiva a questi casi nerazzurri, quando ha esternato tutto lo sprezzo nei confronti di Rocchi, che ha troppi precedenti per farsi perdonare (7 espulsioni su 16 partite dell’Inter). Il presidente nerazzurro ha disegnato il suo stato d’animo e quello della gran parte della tifoseria, ma le parole possono essere un boomerang. «Mi auguro di non trovare più questo arbitro. Spero facciano qualche cosa. Ha causato un danno alla società. Ci faremo sentire. I giocatori parlano di vento strano, ma ho fiducia che non sia così». Rocchi inadeguato, lo ha detto Ranieri, lo ha confermato il patron. Come dar loro torto? Però state certi che quando l’Inter avrà qualche vantaggio (capitano sempre, specie alle grandi squadre) partirà subito il tam-tam: ecco, stanno ripagando l’Inter degli errori commessi. Purtroppo questo è il pensare, o il mal pensare, del pallone nostro.
Detto tutto il male possibile dell’arbitro (ma i centimetri del rigore dentro o fuori erano proprio difficili da decifrare), ci sarebbe da dir di peggio circa Braschi che l’ha designato. I precedenti negativi di Rocchi con l’Inter sono tanti, anzi troppi e, di recente, aveva scontentato il Napoli (guarda caso contro il Milan). E allora Braschi lo manda proprio per Inter-Napoli? Una partita già delicata. Voleva che facesse pace? Non si è capito se con l’Inter o con il Napoli. Queste cose possono capitare con personaggi dalla misera personalità. Ma Rocchi ha il culto della personalità: poteva produrre l’effetto contrario. Come è stato.
Ma, al di là di arbitro e designatore, l’Inter dovrà guardarsi allo specchio: la festa con Ranieri è già finita? Moratti prima della partita ha dato una risposta vagamente innervosita sul tecnico. Dopo il pasticciaccio si è rifugiato nell’ottimismo per un buon campionato. «La squadra ha giocato bene, ho speranza». Ma deve aver dimenticato le immagini della ripresa. I nervi tesi, quella eccessiva carica nervosa mostrata da Julio Cesar e soci, riportano a un’Inter del passato: isterica e non vincente. Qualcuno ricorda Valencia e la squadra di Hector Cuper, per caso?
Ranieri forse avrà avvalorato il suo interismo agli occhi di San Siro con quella plateale sfuriata, ma sarebbe ora di dimenticare il mourinismo in casa Inter. Il secondo tempo contro il Napoli ha rovinato la bontà della prima parte di partita (alla faccia delle fasullaggini raccontate da Mazzarri) ed ha aperto molte falle nella credibilità. Gasperini ha commesso tanti errori, ma qui sono riapparsi alcuni problemi (soprattutto difensivi) che lo hanno affossato. L’attacco non ha ancora realizzato un gol a San Siro: eppure i bomber non mancano. Al ritorno in campionato, Ranieri riavrà Sneijder, Poli, Stankovic e forse Thiago Motta. Il centrocampo ha bisogno di rigenerarsi in fretta: Zanetti e Cambiasso non reggono. C’è bisogno di forze fresche: sarà il tormentone di tutto l’anno. Probabilmente sull’efficacia del centrocampo, e dei centrocampisti, l’Inter si giocherà la stagione.
Oggi l’Inter si lamenta per aver subito tre rigori in 5 partite, per alcuni casi dubbi a suo sfavore, ma non riesce mai a ricordare i vantaggi arbitrali ricevuti. Ecco, se i problemi di gioco, ed oggettivi della squadra, saranno guardati solo con la lente concava, anziché convessa, c’è il rischio che l’ottimismo di Moratti vada bruciandosi e, alla fine, paghi sempre uno solo. Inutile dire di chi si tratta.