La crociata della rivista Vogue: a luglio solo top model di colore

La direttrice dell’edizione italiana, Franca Sozzani: "È falso che le modelle nere fanno vendere di meno". E lancia un'iniziativa tesa a smontare il pregiudizio che caratterizza il mondo della moda

Nero è bello, anche in passerella. Ad affermarlo senza timori di andare controcorrente è Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia che per il mese di luglio ha promesso un numero del tutto diverso dagli altri. Sulle pagine di una delle riviste più autorevoli nel campo della moda appariranno infatti soltanto splendide modelle dalla pelle scura fotografate dallo sguardo intrigante del fotografo Steven Meisel.

La mossa della Sozzani ha creato un piccolo terremoto tra gli addetti ai lavori. Non è infatti un segreto per nessuno il fatto che l'industria della moda sia particolarmente restia ad offrire visibilità alle modelle nere. Basta dare una sbirciatina alle pagine delle decine di riviste specializzate e alle pubblicità. Gli stilisti poi non sembrano essere da meno. Eccezion fatta per la scultorea ed instabile Naomi Campbell che posa languida in una pubblicità per Louis Vuitton, questa stagione come molte altre è stata caratterizzata dall'assenza quasi totale delle ragazze di colore dalle pagine de giornali. Carole White, dell'agenzia Premier Model ha detto di ricevere talvolta per dei castings la specifica richiesta di non mandare delle ragazze «etniche», perché secondo l'opinione generale delle riviste «le modelle nere non vendono». Sembra essere invece di tutt'altra idea la signora Sozzani che con la sua rivoluzionaria trovata per il numero estivo è riuscita perfino a conquistarsi le menzioni delle pagine dei giornali esteri. «Per luglio useremo moltissime modelle, da Iman alle ragazze giovanissime» ha detto la direttrice all'Independent on Sunday. Interpellata sui motivi che l'hanno indotta a prendere una simile decisione la Sozzani ha risposto candidamente: «perché nessuno usa le modelle di colore. Io vedo ogni giorno bellissime ragazze che si lamentano del fatto che non vengono fatte lavorare abbastanza». Al giornalista che le ha chiesto se non tema di apparire impopolare in un momento in cui in Italia il razzismo è uno dei temi più discussi, la Sozzani ha risposto di infischiarsene. «Si, forse nel nostro Paese non era l'idea migliore, ma non ci bado - ha ribattuto - se a qualcuno la cosa non piace non è un problema mio».

Certo è che la direttrice di Vogue Italia ha avuto se non altro il merito di evidenziare un comportamento forse sottovalutato nel mondo patinato e luccicante delle passerelle. «L'industria della moda è imbevuta di razzismo - ha dichiarato sempre al giornale britannico il fotografo inglese Nick Knight - basta che vi guardiate intorno e contiate quante modelle nere vedete sui cartelloni pubblicitarie, praticamente nessuna. È un fenomeno scioccante ed atroce». In tema di razzismo c'è sicuramente di peggio, ma non c'è dubbio che il problema esista. La stessa, Naomi Campbell era stata una delle prime a lamentarsene. «Il mondo della moda è razzista» si era sfogata la Venere Nera sulle pagine del Times di Londra annunciando di voler fondare una propria agenzia di modelle di colore. La top model aveva affermato di aver fatto molta più fatica delle sue colleghe bianche ad affermarsi proprio a causa del colore della sua pelle. Allora aveva citato anche Vogue tra le riviste dove riusciva a finire raramente. L'edizione italiana promette per luglio un'inversione totale di tendenza.