Una crociata per salvare la costoletta

Tutti a tavola, ma che sia rigorosamente meneghina, a Denominazione Comunale garantita, in arte Deco, che Milano potrebbe adottare per valorizzare i suoi capolavori golosi, minacciati da sushi e creatività modernizzante. Se ne parlò quattro anni fa, quando il Comune concesse l’Ambrogino d’Oro a Gino Veronelli, che della Deco è il padre, e se ne torna a parlare ora, quasi tre anni dopo la sua scomparsa, grazie alla solerzia di tanti a Palazzo Marino, dall’assessore Tiziana Maiolo al verde Maurizio Baruffi.
I piatti del passato mettono d’accordo maggioranza e opposizione nel segno della candidatura dell’Expo, anche se non tutti i conti ancora tornano perché la Camera di commercio difende le sue Deca, dove la «a» sta per ambrosiana. Di certo lo chef Alfredo Zini, presidente della categoria, ha stilato un menu ideale: Mondeghili alle verze, Risotto giallo, Costoletta («per differenziarla dall’orecchia di elefante») e Panettone, con o senza zabajone. Però guai scordare nervetti e ossobuco, cassouela e foiolo. E il vitel tonnè? Ottimo, ma pare al limite della tipicità perché mezzo piemontese.