CROCIATE IN MALAFEDE

Adesso che è finita posso dirlo: questa è la campagna referendaria più ipocrita e in malafede che mi sia capitato di seguire da quando faccio questo mestiere.
Vedere gente che in questo Paese ha fermato lo sviluppo nucleare e la ricerca sugli Ogm trasformarsi in difensore dei diritti degli scienziati è uno spettacolo di doppiezza da raccontare in un libro dedicato al cinismo della politica.
Ascoltare il segretario dei Ds denunciare il trucco della campagna per l'astensione quando egli stesso fu promotore di un'analoga iniziativa meno di tre anni fa è l'esempio dell'insincerità di una classe politica.
Rileggere le frasi che alcuni campioni del Sì, come Massimo D'Alema e Luciano Violante, pronunciarono sette anni fa in difesa dei diritti dell'embrione, definito meno protetto di bovini e pecore, è la dimostrazione della spregiudicatezza di leader, per i quali, anche quando si parla di vita umana, è lecito piegare le opinioni alla propria convenienza politica.
Ma veniamo al dunque: ai quesiti per cui si vota da oggi fino a domani. I sostenitori del sì dicono che la legge blocca la ricerca sulle cellule staminali embrionali e così non solo fa emigrare fior di scienziati, ma addirittura condanna a morte certa milioni di malati, che attendono dalle staminali embrionali la medicina per i loro mali.
A parte che - come ho detto - i difensori degli scienziati sono gli stessi che hanno fatto fuggire senza pentimenti ingegneri nucleari e studiosi di Ogm, quella della condanna di milioni di malati è una bugia. La possibilità che dalle staminali embrionali si ricavi una cura per le malattie degenerative è una speranza. Oggi nella maggior parte del mondo si stanno investendo risorse sulle staminali adulte, non su quelle embrionali, e ammesso che si possano scoprire nuove cure, ci vorranno decenni. Ma soprattutto è falso che la legge vieti la ricerca sulle staminali embrionali, tanto è vero che in quattro centri le si studiano. In Italia è vietato produrre embrioni da destinare alla ricerca. È vietata la fabbrica degli embrioni da laboratorio.
L'altro quesito che angoscia è quello delle analisi preimpianto. Perché impedirle? Dicono i referendari: prima di impiantare l'embrione un genitore ha diritto di sapere se il candidato figlio è sano o meno; anche la donna che non ha problemi di sterilità nei primi tre mesi di gravidanza si sottopone all'amniocentesi o alla villocentesi per sapere se il figlio che porta in grembo è sano. Vero: ma l'analisi preimpianto non consente solo di sapere se l'embrione è sano, permette la selezione; si può scegliere l'embrione migliore. Un ginecologo italiano che pratica l'analisi preimpianto ha ammesso candidamente che a lui si è rivolta una coppia che voleva scegliere il sesso del nascituro. Naturalmente lui si è rifiutato, ma che accadrà senza un divieto? Qualche medico con meno scrupoli si sentirà autorizzato a dire sì alla richiesta della coppia? E dove si fermerà la sua disponibilità? A quale ordinazione acconsentirà?
Dicono gli abrogazionisti: così si condannano le donne a partorire figli insani. Innanzi tutto il problema riguarda una parte minima delle coppie sterili, quelle con malattie genetiche. Ma l'idea di un figlio passato al microscopio e dunque con un certificato di buona salute è un'idea folle. Perché il microscopio non è infallibile. Mi raccontava uno scienziato che in Sardegna tutti i malati di diabete insulino dipendente hanno una determinata struttura genetica, ma non tutti quelli che hanno quella struttura genetica hanno il diabete. Decine di migliaia di sardi hanno la stessa struttura genetica di un malato di diabete ma sono sani. Di un embrione con quella struttura genetica che ne facciamo? Lo eliminiamo anche se potrebbe non essere malato?
Veniamo a un'altra questione, quella dei tre embrioni. «Perché tre?», si chiedono i referendari. Tre perché è il numero medio adottato nella gran parte del mondo. Così, ribattono gli abrogazionisti, si obbliga la donna a impiantarsi tre embrioni, quando magari ne vorrebbe uno o due. Falso: la donna sceglie quanti embrioni produrre e poi farsi impiantare. È stata confezionata anche la bugia terroristica: la salute della donna sarebbe in pericolo. Se fallisce l'impianto di tre embrioni, dice chi avversa la legge, bisognerà stimolarla nuovamente per farle produrre altri ovociti e questo può farle del male. I fautori del Sì dimenticano di dire che la donna può essere stimolata a produrre più ovociti e mediamente ne produce fra i sette e gli otto. Tre vengono fecondati, gli altri vengono congelati e dunque si possono usare successivamente. Ma poi mi chiedo: perché si insiste tanto sul numero di embrioni e sulla possibilità di conservazione di un numero maggiore di embrioni quando in Italia il 70 per cento dei centri di assistenza all'infertilità non ha una struttura di congelazione? Perché dire che la legge fa danni alla salute della donna quando fino a poco tempo fa nessuno si preoccupava di quei mali e le donne erano stimolate a produrre più ovociti perché non si potevano conservare? Perché insistere tanto sull'analisi preimpianto quando su 384 centri solo 21 sono attrezzati per questa pratica?
Intendiamoci: la legge 40 non è la migliore del mondo. Però è meglio di una non legge che lascia libero ogni laboratorio non di clonare l'uomo, ma di selezionarlo.
Sono un cattolico poco praticante. Non vado quasi mai in chiesa. Non mi piacciono le crociate vaticane. Ma ancora meno mi piacciono le crociate in malafede che sfruttano la buona fede e i desideri di tanta gente.