Crocifisso, meglio avere un’identità che fingere di non averne nessuna

Il Consiglio di Stato ha sancito che il Crocifisso non va rimosso dai luoghi pubblici, come da qualcuno richiesto, ma lasciato esposto in quanto espressione di valori civili e non solo religiosi. Il Crocifisso viene così eretto a simbolo idoneo a esprimere valori civili e laici condivisi dalla collettività quali la tolleranza, il rispetto reciproco e dei diritti della persona. Da perfetto agnostico, e consapevole di essere in totale disaccordo con molti religiosi, ritengo giusto e doveroso attribuire al Crocifisso una valenza simbolica che va oltre la religione per allargarsi ai fondamentali valori civili che caratterizzano la nostra cultura e che sono largamente condivisi da credenti e non credenti. La richiesta di rimuovere il Crocifisso dai luoghi pubblici si collocava nel solco del «politicamente corretto» ed era appoggiata da coloro che ritengono che l'autocensura unilaterale e la rimozione di qualsiasi parvenza identitaria siano condizioni imprescindibili per la convivenza con culture identitariamente più forti della nostra. Ho l'impressione che per evitare un errore, quello di proporsi come modello per altre culture, si incappi fatalmente nell'errore opposto. Mi pare che si ecceda nella paura di riconoscersi una qualsiasi identità, preferendo così «scegliere» di non averne alcuna.