Crolla gru, il dramma dell’ispettore del lavoro

da Sorrento

«Vai tu Giuliano, è crollata una gru in piazza Sant'Antonino, ci sono due donne morte». Giuliano Morelli, ispettore del lavoro presso la Asl Napoli 5, si è precipitato sul luogo della tragedia, proprio nel centro di Sorrento, già popolata di ambulanze, vigili del fuoco, tecnici comunali, curiosi. Ma il suo interesse professionale è stato subito stroncato: sotto le lenzuola, stese sui cadaveri straziati delle due vittime, c'erano la madre e la cognata. Giuliano è svenuto davanti a tanto orrore, la commozione è salita ancor di più nella piazza della tragedia.
Erano le 9.30 circa, Sorrento, la bella e civile Sorrento, si stava preparando a vivere la festa del Primo maggio ma, soprattutto, la festa di Sant'Antonino, patrono della città e protettore degli agricoltori (6 maggio), quando, invece, è stata colpita da un lutto che ha sconvolto non solo i suoi abitanti ma i turisti che già l'affollano. Gli operai della ditta a conduzione familiare, Donnarumma, stavano lavorando proprio all'allestimento delle luminarie davanti alla Basilica (su incarico dei preti) intitolata al Santo patrono, quando il braccio di una gru, revisionata il primo febbraio di quest'anno, ha ceduto, provocando la caduta, da sei metri di altezza, del «cestello», all'interno del quale si trovavano due operai. Il «cestello» si è abbattuto su Claudia Morelli Fattorusso, 86 anni, insegnante in pensione e Teresa Reale, 57, appena uscite dalla chiesa di Sant'Antonino, dove avevano assistito alla celebrazione della Santa Messa. Non hanno avuto scampo Claudia e Teresa, molto legate tra di loro: sono morte sul colpo, una fine terribile.
Tra i quattro feriti vi sono anche i fratelli Eduardo e Massimo Donnarumma. Eduardo è in gravi condizioni, si trova ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale Cardarelli di Napoli. Gli altri due feriti sono dei passanti, un carabiniere e il conducente di un bus. La procura di Torre Annunziata, con il procuratore Diego Marmo, ha iscritto nel registro degli indagati Aniello Donnarumma (fratello di Eduardo e Massimo), amministratore della ditta, con l'accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Ma ci sono da chiarire ancora molti aspetti di questa tragedia: la gru, pare accertato, stava operando tra la chiesa e il municipio ma, soprattutto, tra la folla di passanti e le auto, senza che vi fosse alcuna recinzione o sorveglianza. Aniello Donnarumma, assistito dall'avvocato Salvatore Maria Sergio, è stato interrogato per circa tre ore in procura. Spiega l'avvocato Sergio: «È successa una cosa imprevedibile, non dovuta a un errore umano. Se quella piattaforma fosse stata pericolosa, mai e poi mai, il padre di Eduardo e Massimo, li avrebbe mandati lassù».
Il sindaco Marco Fiorentino ha ordinato una giornata di lutto cittadino per il giorno dei funerali delle due vittime. «Chiedo che venga fatta chiarezza e giustizia su questa tragedia, che a Sorrento non ha precedenti. Non siamo abituati a questo tipo di clamore negativo, la nostra è una piccola comunità, abituata a fare tutto nella legalità e senza superficialità».
Commuove, con la sua lezione di vita, Veronica, figlia di Teresa. «Avrò premura di sapere che cosa è successo ma non proverò rabbia, non serberò rancore per alcuno: non sono abituata a provarne, non sono questi i sentimenti miei e della mia famiglia».