Crolla mercato, decine di morti sotto accusa architetto recidivo

Mosca, la struttura è collassata all’alba mentre i venditori preparavano i banchi: recuperati 56 corpi, molti i dispersi

Roberto Fabbri

C’è il sospetto di un grave errore dell’architetto progettista dietro la tragedia di ieri a Mosca, dove un mercato coperto è crollato, sembra sotto il peso della neve, uccidendo più di cinquanta persone, ferendone almeno una trentina e intrappolandone sotto le macerie diverse altre decine. Nodar Kanceli, forse l’architetto più famoso in Russia, aveva firmato anche il design dell’aquapark «Transvaal», alla periferia della capitale, il cui tetto era rovinosamente crollato due anni fa portando alla morte 28 persone. Per questa disgrazia Kanceli, notoriamente un favorito del sindaco di Mosca Yuri Luzhkov, è da tempo sotto processo.
Il crollo del mercato nel distretto Baumanski, nella parte orientale della metropoli russa, si è verificato alle 5.45 del mattino. A quell’ora la struttura, che era stata inaugurata nel 1975, era già affollata da almeno un centinaio di persone, venditori, molti dei quali originari del Caucaso, che su un’area di circa duemila metri quadrati stavano allestendo i loro banchi: la giornata di ieri in Russia era festiva, dedicata ai «difensori della madrepatria».
Un superstite, che al momento del disastro stava ancora dormendo sotto una scala all’interno del mercato, ha raccontato di essersi svegliato sentendo «qualcosa di simile a un grande boato, ed era tutto buio». La grande cupola in vetro, metallo e cemento che sovrastava l’edificio era collassata, in una pioggia di travi, blocchi di cemento e lastre taglienti: solo i più vicini alle uscite sono riusciti a scampare. I soccorritori sono arrivati con cani da fiuto, addestrati a cercare le persone sotto le macerie. Le operazioni di salvataggio sono andate avanti per l’intera giornata tra non poche difficoltà; tra l’altro è stato necessario domare un piccolo incendio provocato dalle scintille sprigionate da una sega elettrica utilizzata nei soccorsi.
Il bilancio è andato progressivamente aggravandosi: alle 22 ora di Mosca (le 19 in Italia) erano stati contati 56 morti, ma le pessime condizioni di alcuni feriti e il fatto che molte persone mancano ancora all’appello fanno purtroppo ritenere che alla fine si potrà parlare di una vera strage. Il ministro delle Emergenza Serghei Shoigu ha detto che mentre la gelida notte invernale cala su Mosca si sentono ancora persone chiedere aiuto da sotto le rovine del mercato. Risulta tra l’altro che molti immigrati clandestini vivessero nelle cantine.
Il terribile schianto e la coincidenza con la festività nazionale hanno fatto temere che si fosse trattato di un atto di terrorismo, opera magari di quei ceceni che sono l’incubo dei moscoviti. Il sindaco Luzhkov si è recato sul posto e ha negato con decisione: «Possiamo dire senza ombra di dubbio che il crollo del tetto al mercato non è un atto terroristico».
La polizia ha interrogato per due lunghe ore l’architetto Kanceli. Più che la quantità eccessiva di neve (sembra che sul tetto non ce ne fosse più di una quarantina di centimetri, una quantità che un progettista di edifici deve certo prevedere in un Paese come la Russia) pare che la causa del crollo possa essere stata la cattiva manutenzione. Il mancato rispetto delle norme di sicurezza - si è parlato in particolare di un cavo metallico corroso non sostituito - era costato due settimane fa una diffida ai dirigenti del mercato di Baumanski; ma soprattutto, appena una settimana fa un quotidiano aveva pubblicato fotografie di profonde crepe sui muri dell’edificio.
Rimangono comunque le polemiche sulla figura del sessantottenne Kanceli, ormai segnata dalla doppia tragedia e dai quasi cento morti che molti attribuiscono alla sua responsabilità personale. Celebre per aver progettato il palazzo del governo (la “Casa Bianca” presa a cannonate nel 1993 durante una ribellione contro Eltsin) e la cupola della cattedrale del Cristo Salvatore, ha una quantità di cantieri aperti a Mosca e in altre città russe: un grattacielo, una pista di pattinaggio, due complessi sportivi, ma soprattutto la copertura del principale stadio di Mosca e della Russia intera, il Luzhniki (85mila posti). Visti i precedenti, c’è di che temere.