Crollate del cento per cento le prenotazioni sul Mar Rosso

Il termometro del terrore segna anche un meno 75% di arrivi stranieri nel resto dell’Egitto. E i tour operator, dopo l’invito della Farnesina, dovranno rimborsare chi rinuncia al viaggio

Andrea Acquarone

Le bombe stavolta somigliano all’onda lunga e selvaggia dello Tsunami. Che distrugge invisibile, ma dopo. Come una carica ritardata.
Certo Sharm el Sheikh vivrà ancora di turismo. Dei suoi coralli che stanno morendo sotto le mani delle orde di sub villeggianti, dei suoi casinò dalle tinte esotiche, dei papiri, delle «piramidine» ricordo e delle finte acquemarine spacciate nelle oreficerie del suk. Ma per quanto, fino a quando? Chi aveva gia prenotato, almeno per fine luglio e inizi di agosto difficilmente ha rinunciato. Questione di tempi e di denari: vacanze che non si possono posticipare, mete alternative scomode, rimborsi difficili. Qualcuno, dunque, ancora arriverà. Poi, però, il deserto, e non quello color rosa, che si staglia splendente al tramonto, dietro i resort a cinque stelle affacciati sulle montagne di granito calcinate. Il vuoto sarà quello dei turisti.
Lo conferma un'indagine di Assotravel. Spietata come le cifre a nove a zeri degli euro che, a dispetto dell’ottimismo ostentato da tour operator e manager d’alberghi, la terra dei faraoni perderà. Solo il 25% dei viaggi per Sharm già prenotati sarebbero, infatti, stati confermati. E, stando al termometro del «terrore» andrà peggio nel prossimo futuro, vale a dire da fine agosto: le prenotazioni per la «Rimini» orientale sono già crollate del 100 per cento; del 75% per l'intero Egitto.
I «Viaggi del Ventaglio», per esempio, hanno sospeso, fino al 31 luglio, tutte le partenze per Sharm el Sheikh. Chi aveva già pagato potrà cambiare la data di partenza o la destinazione; oppure potrà ottenere la cancellazione della pratica con il rimborso totale della spesa. Le stesse alternative, eccetto la possibilità di ottenere la cancellazione della vacanza, sono offerte per chi ha prenotato la partenza dal primo agosto in poi.
«I viaggiatori in partenza, in questi giorni, per Sharm el Sheikh possono richiedere il rimborso di quanto pagato» annuncia Adiconsum, una delle associazioni dei consumatori dopo l'invito della Farnesina a non andare sul mar Rosso. «Qualora - sottolinea Adiconsum - da parte delle agenzie di viaggio ci fosse un rifiuto ad applicare tali diritti, si consiglia di segnalare il caso all'Astoi, associazione dei tour operator o alla Fiavet, associazione delle agenzie di viaggio, o alle associazioni consumatori».
Ribattono gli operatori turistici: «Chi ha acquistato pacchetti sull'Egitto non comprendenti Sharm sappia che la dichiarazione ufficiale del nostro ministero degli Esteri opera un semplice invito alla cautela e, quindi, tutte le prenotazioni sono da considerarsi giuridicamente valide».
Terzo Millennio: per andare in vacanza bisognerà passare dal giudice.