Crollo a Barletta, il Colle: sciagura inaccettabile Operaie al lavoro in nero per 3,95 euro all'ora

Cinque le vittime del crollo di una palazzina a Barletta. I famigliari: "Lavoravano in nero per poter sopravvivere". Napolitano e Vendola hanno espresso oggi il loro cordoglio per le quattro operaie e la ragazzina vittime del crollo. Sui fatti è ora in corso un'indagine

Il tragico crollo di un edificio nel centro di Barletta, avvenuto ieri si conclude con cinque vittime accertate e alcuni feriti. Una tragedia che ha coinvolto quattro donne: Matilde Doronzo, Giovanna Sardaro, Antonella Zaza e Tina Ceci che lavoravano in un maglificio al primo piano della palazzina e una 14enne, appena uscita da scuola, che era passata dal maglificio per salutare i genitori. Iparenti delle vittime, assiepati davanti all’obitorio del Policlinico di Bari dove si trovano i corpi delle operaie in attesa dell’autopsia, fanno sapere che le operaie lavoravano in "nero". "Era gente - dicono - che lavorava per sopravvivere". "Mia nipote, 33 anni, prendeva 3,95 euro all’ora, mia nuora quattro euro - racconta la zia - lavoravano dalle otto alle 14 ore, a seconda del lavoro che c’era da fare. Avevano ferie e tredicesima pagate, ma senza contratto. Quelle donne lavoravano per pagare affitti, mutui, benzina, per poter vivere, anzi sopravvivere".

Il crollo è stato reso probabilmente possibile dall'incuria in cui versava il palazzo, che già da alcuni giorni presentava delle preoccupanti lesioni sulle pareti esterne. Per il palazzo era già stato chiesto venerdì scorso un sopralluogo che verificasse la situazione, ma che non era mai stato effettuato. Sulla vicenda sta indagando ora la Procura di Trani, che non ha però ancora iscritto nessuno al registro degli indagati.

Sulla vicenda si è espresso oggi anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale si è mostrato profondamente colpito dal bilancio del crollo. In un messaggio al sindaco di Barletta, Napolitano ha mostrato "sentimenti di commossa e affettuosa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime" e ha rivolto a chi nel crollo della palazzina è rimasto ferito "gli auguri di una pronta guarigione, manifestando all'intera comunità di Barletta, già duramente colpita negli anni da analoghi gravi eventi, la solidarietà di tutto il Paese".

Le parole di Napolitano non hanno mancato di sottolineare un caso precedente in cui il crollo di un edificio a Barletta aveva causato numerose vittime. Nel 1959 il crollo di un palazzo in via Canosa aveva portato alla morte di 58 persone. Una tragedia ricordata tuttora, causata da un abuso edilizio. Anche in quel caso il crollò poteva essere "predetto", analizzando meglio alcune lesioni comparse sul muro della palazzina.

Un sopralluogo sul luogo del crollo lo ha effettuato anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. "Stiamo diventando bravi nella gestione delle emergenze - ha ricordato - ma dobbiamo lavorare per prevenirle, per combattere il partito del cemento e investire sulla riqualificazione delle periferie", perché "tragedie come queste, e come tutte quelle di questo tipo, avrebbero potuto essere evitate". Ha poi ringraziato chi ha aiutato a risolvere velocementela situazione, con un particolare riferimento ai barlettani che hanno aiutato nell'operazione di rimozione delle macerie.