Dopo il crollo della Casa, l’Udc si fa in due

(...) E poi i segretari provinciali del partito Giacomo Piccinini di Savona e Antonio Sindoni di Imperia, Gianluca Fippi, Ivano Dardengo, Massimiliano Noan Notarangelo dei comitati provinciali di Genova e La Spezia, Gianmarco Torre e Alberto Villa, componenti del consiglio nazionale.
«I voti delle provinciali parlano chiaro - dice Abbundo - su 261 delegati, 141 sono favorevoli a continuità e rinnovamento, l'iniziativa popolare mia, di Adolfo e Marcenaro, 107 sono quelli per Cattozzo e Calcagno, 14 per Giovanardi. A questo punto, dopo la rivoluzione di Berlusconi, pensavamo che il congresso sarebbe stato rinviato. Se Cattozzo vuole che parli con lui, va bene, posso anche farlo. Ma non so su che cosa parlare. C'è confusione. L'unico mio impegno che rimane chiaro è quello di continuare a criticare la giunta Burlando e denunciare i danni che fa alla nostra regione».
«Sono entrato nell'Udc da un anno - aggiunge Marcenaro - mi fa piacere che Cattozzo mi cerchi e mi voglia parlare, considerato che da quando sono nel partito non mi ha mai cercato una volta. La sua elezione è stata una forzatura regolamentare spinta anche da Monsignore e dal presidente dell'assemblea De Poli. Non è vero che pensavamo di avere la minoranza. Anzi, eravamo sicuri del contrario, tanto che abbiamo chiesto che la lista di Cattozzo e Calcagno, venisse votata. Invece si è proceduto per acclamazione, quando molti se ne erano andati via».