Il crollo del gasometro spaventa gli abitanti

Ad aprile verrà demolito il gasometro di Cornigliano più piccolo (alto 85 metri), mentre per il più grande (alto 100 metri) si aspetterà ancora un anno. E verrà demolito con un’esplosione controllata. Una notizia che mette in apprensione i comitati di zona, perché sembra che il gasometro venga fatto cadere su un fianco.
«Chiediamo che il prefetto e tutti gli enti interessati intervengano urgentemente per impedire l'implosione del gasometro e che l'impianto sia invece demolito (tagliato e smontato come si era detto) con le tutte le precauzioni possibili a tutela della salute pubblica -attacca Cristina Pozzo dell’Associazione Per Cornigliano che elenca i possibili rischi -. Innanzitutto la pericolosità di un'operazione eseguita con cariche esplosive su una struttura in ferro, enorme e altissima, situata a pochissimi metri dalle abitazioni. E, fatto ancora più incontrollabile sarebbe l'inquinamento che si riverserebbe sul quartiere, perché i gasometri sono sempre stati pieni dei gas di altoforno e cokeria, contenenti sostanze estremamente pericolose per la salute».
La preoccupazione dei residenti è molto forte. E «apre» a uno scenario niente affatto rassicurante. «Proviamo dunque ad immaginare un enorme bestione di ferro, incrostato al suo interno dal deposito per decenni e decenni di sostanze tossiche, che viene fatto esplodere, polverizzando inevitabilmente queste "incrostazioni" su tutto il quartiere - continua il comunicato -.Tra l'altro, i cittadini continuerebbero a respirare polveri nocive fino alle prime copiose piogge, quest'anno non certo frequenti».
La richiesta di intervento per fermare questo tipo di abbattimento del gasometro fa leva anche sulla «assoluta mancanza di urgenza: è già previsto che il secondo gasometro sia demolito tra un anno, per cui l'area non si renderebbe comunque libera da subito per interventi di bonifica o riqualificazione».
La posizione dell’Associazione Per Cornigliano ovviamente viene contestata dalla società Sviluppo Genova. «La modalità operativa scelta, a seguito dell'esito di un appalto integrato, prevede che prima di qualsiasi attività di abbattimento - spiega la società -, il gasometro, attualmente vuoto, sia sottoposto a una bonifica finalizzata a rimuovere tutti i residui presenti nel manufatto sia sulle pareti sia sul fondo, mediante operazioni di lavaggio. La bonifica, di conseguenza, escluderà la presenza nel manufatto di sostanze residue infiammabili o combustibili o tossiche».
«Questo, però, non risponde alle nostre domande - replica la signora Pozzi - anche perchè con un lavaggio si tolgono solo le polveri e non certo le incrostazioni. E comunque mi chiedo perché tutta questa fretta. A meno che non ci siano ragioni economiche per rispettare le quali alla fine si potrebbe mettere a rischio la salute dei residenti della zona».