Crollo terrazza, funerali della vittima. Ma non c'è posto al cimitero

I famigliari di Antonio Rocco hanno dovuto attendere che intervenisse ilvicesindaco di Napoli per far trovare posto al loro caro nel cimitero di Soccavo

Soccavo - Caos e rabbia dei familiari di Antonio Rocco, davanti al cimitero di Soccavo. Per lui, morto nel tragico crollo della terrazza abusiva sulla costiera amalfitana a Conca dei Marini, non c'ra posto al cimitero. "Ce lo avevano assicurato - urla la moglie di Rocco, Anna Russo - ce lo portiamo a casa".

La salma di Rocco è rimasta per circa un’ora nel carro funebre parcheggiato all’ingresso del cimitero di Soccavo. Tra i parenti è subito scoppiata la protesta contro la situazione esistente nei cimiteri napoletani, sul ruolo delle ditte di onoranze funebri. La figlia di Rocco ha parlato di ricatti. È stato necessario l’intervento del vicesindaco di Napoli, Sabatino Santangelo e la sollecitazione di un responsabile del Comune di Roma alla prefettura di Napoli e all’ufficio di gabinetto del Comune partenopeo per trovare uno spazio dove poter iniziare a scavare una fossa straordinaria e interrare la salma dell’uomo.

Prima dell’assenso a procedere all’interramento, per circa un’ora i familiari avevano discusso con il sostituto del responsabile del cimitero, Enrico Oncia, e con gli agenti di polizia intervenuti sul posto, per capire come si potesse risolvere la situazione, dal momento che Oncia spiegava che da 10 giorni non c’era più posto nel cimitero e che aveva anche avvisato la ditta che ha organizzato il funerale (Trombetta, ndr).

Tra i parenti c’è chi punta il dito contro la spartizione dei posti destinati ai defunti tra le ditte di onoranze funebri e Lucia Rocco, la figlia di Antonio, parla di «ricatto». «Non accettiamo ricatti, sono cresciuta con l’idea dell’onestà e per quattro sporchi soldi ci ricattano» ha affermato la giovane, chiamando in causa la gestione delle sepolture. E ha aggiunto: «Qui tutti sanno che cosa c’è dietro, però tutti accettano». Emergerebbe quindi una divisione dei cimiteri tra le varie aziende, smentita però dagli stessi interessati: «Non c’è nessuna spartizione, ma per un fatto umano, visto che Rocco era mio amico, mi sono interessato al caso», commenta Gennaro Carratta, il titolare della ditta che solitamente opera nella zona di Soccavo, con sede in via dell’Epomeo a pochi passi dal cimitero, giunto sul posto quando è esplosa la polemica avvisato da un familiare dei Rocco.

Il padre del titolare della ditta Trombetta che ha organizzato i funerali, Gennaro Trombetta, spiega: «Sapevamo che non c’era posto, ma la famiglia ha insistito affinchè la salma fosse interrata in questo cimitero». Ma i parenti di Rocco non confermano la sua versione dei fatti. «Se ci avessero detto che non c’era posto - ha detto Peppe Capuano, un amico di famiglia - avremmo spostato la data dei funerali».