La cronaca via web e le donne del Giornale

Egregio Direttore Dott. Lussana, in riferimento al suo articolo dal titolo «Doppio Regalo» di giovedì 3 c.m., vorrei con questo mio scritto, cercare di «completare» quella sua ampia spiegazione della «metamorfosi» che in questo mese (agosto) le pagine «genovesi» de Il Giornale hanno subito. Vorrei pertanto sottolineare che oltre ai lettori lombardi che vengono in vacanza nelle località turistiche della costa ligure, il nostro giornale, sempre nell'ottica di non abbandonare la «sua famiglia» di lettori, permette anche allo scrivente che «cittadino ligure» per 345 giorni l'anno torna per poco tempo nella sua «terra santa» altrimenti detta Calabria, di seguire via web la precisa e puntuale cronaca genovese con la sola penalizzazione che è quella di dover aspettare le 14.30 di ogni giorno. In questo breve periodo «calabrese» il contatto cartaceo è comunque assicurato dall'edizione nazionale con la sola pecca della mancanza dei colori che ravvivano le pagine.
Mi scusi per la precisazione ma ci tengo a comunicarLe che nonostante la piacevole distanza da Genova, rimango un Suo fedele lettore.
Grazie per essere presenti.
Melia di Scilla (RC)
Carissima Paola Setti, dicono che tu scrivi sciocchezze, ossia scemenze, scempiaggini, ne consegue che come tuo lettore, per antonomasia sarei un credulone, un gonzo, un grullo. Questo non posso accettarlo. Seguo ormai da anni la tua cronaca sul nostro giornale e l’informazione che tu ne dai mi ha sempre reso edotto dei vari eventi che si svolgono in consiglio comunale. Non demordere, continua così, non badare a chi ti dileggia, per consolazione ti dirò che qualche anno fa, quando risiedevo in alta Valpolcevera, mi dedicarono un anagramma sul mio nome che diceva:
Sergio Crocco Campomorone = Roger sciocco Capo Mormone. Ma non mi sentivo né sciocco né tanto meno ero un mormone! A proposito, i miei complimenti a Lussana! Lei è un beato fra le donne! Edizione genovese di giovedì 3 agosto, articoli di: Paola Setti, Stefania Antonetti, Monica Bottino, Irene Liconte, Marta Cerruti, Marina Sirtori, Barbara Catellani, Paola Balsomini, Novella Eva. Dottore le chiedo, perché non colorare di rosa il foglio genovese? Se lo meritano. Ancora complimenti e buone ferie suo
Sergio Crocco

E sì, confessiamolo: quando arrivano di queste lettere, vien da pensare che quello che si confeziona in redazione e si ritira in edicola non è solo carta che dura un’ora, massimo un giorno. Piuttosto, è un filo - non rosso, mi raccomando! - particolarmente tenace che unisce i componenti della stessa famiglia. Retorica? Perché no, quando la retorica si basa sulla condivisione sincera? Già che ci sono, confesso pure che, per quanto mi riguarda, la condivisione mi riesce meglio quando ho a che fare con una squadra al femminile. Non per banale femminismo di maniera, ma per concreto trasporto affettivo: loro, le colleghe, lavorano più di me, Massimiliano, Rino e Diego messi insieme. Dici niente: in quei giorni è la vita, non il Giornale, che si colora di rosa.
FeR