Cronache marziane dal conclave: Di Pietro grida «tav tav» a Bianchi

Il Professore ha imposto il silenzio. Ma i diverbi tra i ministri su grandi opere, Pacs, Irak e immigrazione sono facilmente immaginabili

Luca Telese

da Roma

Colleghi e colleghe buonasera: questo è il primo comunicato ufficiale-informale e costruttivo di Sandra Zampa, capo ufficio stampa e portasilenzio del governo Prodi. Dovendo relazionare sulla odierna riunione dei ministri riuniti con sobria discrezione nella meravigliosa residenza d’epoca di San Martino in Campo, a me spetta il non facile compito di informare la stampa di quel che non trasgredisce l’aurea massima del nostro presidente del Consiglio: «i ministri non devono comunicare alla stampa opinioni personali, solo dettagli tecnici riguardanti l’attività di governo».
Capisco il vostro iniziale disagio: sono anche io una collega, una cronista d’assalto, una che si è guadagnata il pane con le notizie. Sono una donna pragmatica e di buonsenso, capisco che qualcosa nei nostri articoli dovrete pur scrivere. Ecco perché posso far trapelare sin d’ora (pur senza parole) una pepata indiscrezione sulla odierna riunione: «A capotavola sedeva il premier, alla sua destra i vice premier D'Alema e Rutelli e a sinistra il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Enrico Letta, e il ministro dell'Interno, Giuliano Amato». Aggiungo un consiglio spassionato per i retroscenisti: sul fatto che D’Alema e Rutelli fossero a destra, con una forzatura comprensibile si può fare anche titolo. Per chi volesse puntare sul colore: «Alle 19.40 Giuliano Amato ha tirato fuori un fazzoletto e ha starnutito mentre stava parlando Padoa-Schioppa» (eventuali interpretazioni che volessero ravvedere in questo gesto una manifestazione di dissenso sulla linea dei tagli sono da considerarsi del tutto arbitrarie). Cari colleghi, vi si prega di non essere inutilmente maliziosi: il ministro Alessandro Bianchi era stato collocato al lato opposto di quello di Tonino Di Pietro, perché i due non litigassero. Purtroppo quando Bianchi si è alzato per posare il suo ermellino maculato Di Pietro lo ha seguito gridandogli «Taaaav! Taaaav!» (non posso aggiungere altro: del resto i due ministri hanno proseguito il dialogo esprimendo opinioni che non comunicavano nulla sull’attività di governo). Si potrà scrivere liberamente - invece - che i tavoli erano disposti a ferro di cavallo e i lampadari erano guarniti con lampadine da 100 watt. Alfonso Pecoraro Scanio ha chiesto che fossero sostituite con lampade ad incandescenza o a basso consumo, ma anche questo non riguarda l’oggetto di questo comunicato, così come nulla si può dire sullo screzio che ha opposto sul tema dei Pacs il vicepremier Francesco Rutelli e il ministro dell’Università e della ricerca Fabio Mussi (spalleggiato validamente dalla collega Livia Turco). È però lecito scrivere, senza tema di smentita, che la Turco indossava una giacca di colore «rosso acceso» e che il pullover del nostro beneamato premier era «bianco». Per gli amanti delle cronache tecniche: la sala era provvista di microfoni. Il simpatico diverbio intercorso durante un acceso pour parler tra il ministro rifondarolo Paolo Ferrero e il ministro Giuliano Amato non ha interesse per il resoconto dell’attività di governo, e verte anch’esso su opinioni strettamente personali. Chi volesse soffermarsi comunque su questi personaggi potrà scrivere, a patto di non scadere nell’enfasi, che il ministro Paolo Ferrero ha festeggiato il 2 giugno nella casa di riposo per anziani di San Germano di Chiusone. Chi volesse aggiungere qualcosa sull’attività del ministro Amato può fare riferimento all’ultimo comunicato ufficiale, in cui il ministro «auspica l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea». Chiunque volesse ravvedere nell’annuncio con cui Amato rende nota la volontà di costruire tre nuovi Centri di detenzione temporanea proprio nel giorno in cui Rifondazione ne chiede la chiusura un elemento di tensione nella serafica compagine di governo, non fa altro che turbare il clima costruttivo stabilitosi ieri fra i ministri. Chi proprio volesse inzuppare il pane nelle indiscrezioni può comunque scrivere: «l'intervento del ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa è segno inequivocabile che il presidente del Consiglio mette al primo posto delle priorità dell’azione di governo il risanamento dei conti pubblici, le misure per razionalizzare la spesa e per ridare slancio all'economia». Colleghi: la ministra Melandri portava i jeans, Prodi ha ricordato nel suo intervento che ieri erano le Pentecoste. Il governo dei più buoni vi ringrazia anticipatamente per l’auspicata sobrietà dei vostri resoconti.