60 anni di Made in Italy in mostra a Roma

Quali sono gli abiti diventati cult, che hanno imposto lo stile italiano nel mondo? Un'esposizione fa il punto. Fino al 28 ottobre a Roma

Quali sono i fantasiosi abiti femminili o le rigorose giacche maschili, le scarpe originali, le più innnovative borse, anche gli intriganti capi intimi diventati nel tempo gli oggetti-cult che hanno imposto in tutto il mondo lo «stile italiano»?
Le esperte di costume e moda Fiorella Galgano ed Alessia Tota li hanno cercati e individuati negli atelier storici e negli show room più moderni per metterli in mostra a Roma.

Si chiama «60 anni di Made in Italy» l’esposizione che, fino al 28 ottobre, offre la possibilità di vedere tutti insieme questi capi creati per stupire in passerella o abbagliare da un red carpet, per farli indossare alle prèmiere o alla «notte degli Oscar» dalle più belle top-model e celebrities, per soddisfare il gusto di indimenticabili personaggi del cinema internazionale, per essere esaltati dalle arti visive o adattati ai palcoscenici della lirica.

Sono 100 modelli e oggetti preziosi che rappresentano tasselli unici di creatività, anche per la sperimentazione nei tessuti, per la ricerca e l’uso di materiali sofisticati.

Lo scenario che li ospita è quello dell’archeologia industriale della centrale Montemartini e nelle sale grandiose, allestite da Elio Frasca ed Antonio Palazzo insieme a Camilla Di Biagio, si scoprono abiti comer quello in tulle di Prada con ricami in paillettes-oro indossato da Cate Blanchett nel 2000 per la notte degli Oscar o il modello Giorgio Armani scelto da Sophia Loren nel 2006, quando fece da madrina alla Festa del Cinema di Roma. O ancora, il rosso Valentino indossato nel 1998 a Londra da Liz Hurley per l'Estee Lauder's Charity Gala. C'è anche il magnifico abito da sera della collezione «Venezia» di Gai Mattiolo, indossato dall'expremière dame dell'Eliseo Carla Bruni, allora modella, per una sfilata in Campidoglio. Il leggendario abito «Impero», disegnato da Gattinoni per Audrey Hepburn in «Guerra e Pace» è un’icona della genialità italiana, come il pijama palazzo di Galitzine indossato da Claudia Cardinale nella «Pantera Rosa». E in mostra c’è la dinner jacket del 1963, firmata Litrico e fatta su misura per John Fitzgerald Kennedy e l'abito ideato da Brioni per lo 007 di Pierce Brosnan.

Tra i modelli creati per la lirica, il «Carmen» di Renato Balestra dedicato a Maria Callas (1996) o i vestiti che hanno fatto storia, come quello da sposa che Lorenzo Riva disegnò nel 1995 per la Principessa Bianca D'Aosta. E anche l'intimo griffato da La Perla e gli accessori carichi di storia, come la prima trousse tonda creata nel 1975 da Helietta Caracciolo per Jacqueline Kennedy.

«Il corpo è il palcoscenico su cui si rappresenta, indossando un abito, ciò che ognuno di noi vuole essere», dice lo stilista Franco Ciambella. La sua moda sognante è per una donna «plurale» e per la mostra alla Centrale Montemartini ha scelto l’abito-Metamorfosi, pieno di sfumature dall’amaranto al nero, di ampie sovrapposizioni, di contrasti tra la rigidità delle stecche del bustier e l’impalpabilità dell’organza sfibrata della gonna. Ha sfilato nel 2003 sulle passerelle di Altaroma ed è stato indossato dall'attrice Elena Sofia Ricci come madrina di Miss Italia.
Ciambella è uno degli stilisti di nuova generazione che dimostra come il percorso delle grandi griffe lasci il segno, per sempre, in quello che è oggi alta moda e pret à porter non solo italiani.

A tutto questo rende omaggio il progetto espositivo ideato da StilePromoItalia, che racconta la genialità e il sapere sartoriale, rievoca l’impronta indelebile di alcune figure di spicco della moda e del design che, oltre a contribuire alla nascita del Made in Italy, sono riusciti nel tempo ad imporre in tutto il mondo il proprio gusto estetico.

A creare lo stile italiano sono le creazioni in mostra firmate Valentino, Armani, Renato Balestra, Raffaella Curiel, Marella Ferrera, Sorelle Fontana, Egon Furstenberg, Galitzine, Gattinoni, Lancetti, Antonio Marras, Gai Mattiolo, Lorenzo Riva, Sarli, Schuberth. Per l’ Alta Moda maschile sono quelle di Brioni e della Maison Litrico. E per il Prêt-à-Porter, Emilio Pucci, Walter Albini, Giorgio Armani, Laura Biagiotti, Mariella Burani, Roberta di Camerino, Helietta Caracciolo, Roberto Cavalli, Enrico Coveri, Dolce & Gabbana, Etro, Fendi, Salvatore Ferragamo, Gianfranco Ferrè, Alberta Ferretti, Nazareno Gabrielli, Genny, Gherardini, Gucci, Krizia, La Perla, Max Mara, Missoni, Moschino, Prada, Ermanno Scervino, Luciano Soprani, Trussardi, Versace.

L’esposizione «60 anni di made in Italy» arriva dopo il successo della precedente mostra «Cinquant’anni di moda italiana», tour mondiale di oltre trenta tappe che ha toccato musei come l’ Odakyu Museum di Tokyo o il Bellas Artes Museum di Rio de Janeiro, realizzato di concerto con il Ministero Affari Esteri d’Italia, le Ambasciate d’Italia e gli Istituti Italiani di Cultura.

In Europa l’esposizione è stata allestita a Lione, Mosca , Kiev, Varsavia, Atene , Vienna e Bratislava.
Dopo la mostra alla Centrale Montemartini, «60 anni di made in Italy» sbarcherà a Città del Messico, presso il Museo Franz Mayer, per essere inaugurata nel marzo 2013 con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura.