90 multe a suo carico per infrazioni compiute al volante da dei Rom

Lo scioccante caso di un imprenditore italiano di 70 anni, che si è visto recapitare ben 90 multe in soli due anni; rubata la sua identità da cittadini dell’Est Europa

Un vero e proprio incubo quello di vedersi recapitare ben 90 multe in soli due anni, ancora peggio se poi si scopre di essere totalmente estranei ai fatti contestati ed inizia la trafila per dimostrare la propria innocenza tra contestazioni e ricorsi.

È quanto avvenuto a Renato Cardone, un imprenditore settantenne di San Severo (in provincia di Foggia), completamente ignaro di quanto accadeva alle sue spalle: si è reso infatti improvvisamente conto che la sua identità era stata rubata e che a suo carico venivano emesse numerose contravvenzioni con le quali nulla aveva a che spartire.

Il primo episodio risale al dicembre del 2016, quando l’imprenditore si vede piombare in casa i Carabinieri alla ricerca dell’autista di un’auto che non si era fermata all’Alt imposto, proseguendo invece nella sua corsa.

Da quel momento in avanti si moltiplicano le contestazioni ai suoi danni, fino ad arrivare alla ragguardevole cifra di ben 90 multe. Solo in seguito si è compreso che l’identità di Cardone era stata a sua insaputa rubata e che a suo nome erano intestate numerose autovetture in circolazione in varie e distanti parti della nostra Penisola: a partire da Roma e provincia fino ad arrivare alla Toscana, alla Liguria, al Trentino ed alla provincia di Foggia stessa. Unico elemento in comune il fatto che tutte queste vetture (ne risultano ben 16, tra Jaguar, Mercedes e BMW) al momento delle contravvenzioni erano guidate da cittadini dell’Est Europa, in gran parte Rom; tutti giravano tranquillamente senza preoccuparsi della mancanza di una copertura assicurativa o di una patente in corso di validità. Tra l’altro, alcuni di questi non hanno neppure una fissa dimora mentre altri risultano domiciliati nei campi Rom di Roma e dintorni. Costoro ovviamente, ben consapevoli del fatto di non incorrere in alcun problema, visto che c’era chi pagava per le loro malefatte al volante, hanno accumulato in questi 2 anni numerose multe: eccessi di velocità, divieti di sosta, infrazioni in aree ZTL etc.

“Se non fossi riuscito a fare annullare alcuni verbali e non avessi presentato i ricorsi solo per i punti, avrei già stracciato sette o otto patenti. Ma solamente di spese legali questa vicenda pazzesca mi è costata 10mila euro”, commenta Cardone, che si è visto recapitare l’ultima multa di oltre 5000 euro dalla Stradale. La contravvenzione è arrivata “dopo avere fermato sulla via Ardeatina un romeno alla guida di un veicolo senza assicurazione. Quell’uomo ha dichiarato agli agenti che io gli avevo prestato l’auto. La macchina è stata sequestrata, il romeno lasciato andare e io eccomi con l’ennesima multa da contestare. Ma mi hanno detto che se pago presto mi scontano duemila euro. Assurdo”, prosegue stizzito nel racconto l’imprenditore truffato sul “Messaggero”.

A Roma, per esempio, il vice-prefetto ha capito la situazione e sta cercando di aiutarmi. Ma non so più come fare per fermare questa valanga di contestazioni che mi arrivano, soprattutto non riesco a capire che cosa si aspetti ad aprire un’unica grande inchiesta che faccia luce sull’organizzazione che si è servita dei miei dati personali, perché è chiaro che si tratta di una banda con base a Roma e nel Lazio e che si avvale spesso delle stesse agenzie di pratiche auto o di intermediari per effettuare i passaggi di proprietà fasulli a nome mio. Gli autori usano fotocopie di documenti intestati a me, una volta su uno di questi c’era scritto che ero vedovo”.