Abbiamo scavato per ore. Poi l'ho baciato e gli ho detto: "Tranquillo, è tutto finito"

Ad Amatrice un gruppo di persone si è rimboccato le maniche per estrarre dalle macerie un giovane peruviano

Una casa crollata, nel sisma di Amatrice. Cumoli di detriti da cui si sentivano i lamenti di un ragazzo: è così che ieri un gruppo di persone si è rimboccato le maniche per estrarre dalle macerie un giovane peruviano, sui vent'anni. A raccontare quei momenti e l'emozione provata è Fernando Scasciafratti. "Ieri ero qui, una casa era crollata e ho preso parte al salvataggio di un ragazzo rimasto sotto le macerie insieme a una bimba, alla madre e a una badante - racconta - abbiamo levato i sassi uno ad uno con le mani, ci sono volute due ore, ma alla fine siamo riusciti a tirarlo fuori. Sentiva freddo ed era sotto choc".

"Appena l'ho visto l'ho baciato e gli ho detto: è finita, non ti preoccupare adesso va tutto bene. E per distrarlo, mentre era in barella, gli ho chiesto per quale squadra tifa". Scasciafratti è anche stamattina ad Amatrice: "Lavoro come cantoniere alla provincia di Rieti, dobbiamo fare una ricognizione delle strade per segnalare eventuali dissesti".