Abortisce a soli 16 anni: "Costretta dai genitori". È polemica in Veneto

Il fatto in provincia di Vicenza, dove sono in corso le indagini dei carabinieri

Una ragazza di soli 16 anni avrebbe abortito, stando a quanto emerge, contro la propria volontà, venendo forzata dai genitori. Un caso più che delicato e spinoso di per sé, trattandosi di aborto, che ha come protagonista una minorenne e che ha avuto luogo nel reparto Maternità dell’ospedale Alto Vicentino, come reso noto dall’associazione "Ora et labora in difesa della vita".

Secondo quanto riportato, accompagnata nella struttura ospedaliera per interrompere la gravidanza entro il terzo mese, la ragazzina avrebbe avuto un ripensamento: ha scritto così un messaggio d’aiuto a un’amica su WhatsApp, che l’ha raggiunta poco dopo e con la quale avrebbe parlato di voler convincere i propri genitori ad accettare il figlio in arrivo. La ragazzina le avrebbe detto anche: "Ho paura, tanta paura perché vogliono uccidere il mio bambino".

Aborto forzato?

Come scrive Il Gazzettino, l’amica è stata costretta ad uscire, ha chiamato un’amica comune e un’ex ostetrica dello stesso ospedale e assieme hanno iniziato a recitare il rosario nel corridoio, da dove sono state allontanate perché a detta di qualcuno disturbavano. È a questo punto che le tre hanno contattato l’associazione brianzola in difesa della vita.

Però, stando a quanto riporta Il Giornale di Vicenza, la versione raccontata da “Ora et Labora” – che si basa sulle testimonianze di alcune persone che fanno capo all'associazione e che sarebbero state presenti nei corridoi del nosocomio - non trova completo riscontro nelle verifiche dei carabinieri, che stanno indagando su quanto successo. Infatti, secondo quanto ricostruito dall’Arma, le procedure dell’aborto sono state eseguite correttamente, con tutti i consensi del caso.

L'aborto all'attenzione del ministro Fontana

L’associazione pro-vita, comunque, annuncia battaglia legale e per bocca del presidente Giorgio Celsi, dichiara:“Aborti come questo non devono più accadere. È stato praticato contro un’espressa volontà della possibile madre che il mese prossimo compirà 17 anni. Sul suo desiderio di avere un figlio abbiamo testimonianze e messaggi scritti dalla stessa ragazza nei quali esprime paura e disperazione per l'imposta perdita del figlio. È morto un bambino in fase di sviluppo, quindi ci rivolgeremo nelle sedi opportune per fare chiarezza in base a gravi e importatati elementi che abbiamo acquisto. Per il momento abbiamo informato con un dettagliato rapporto Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia. Questa triste storia di morte deve segnare un passo di svolta nella sanità nazionale a tutela della vita umana”.