Addio affari col mattone Il mercato delle case si è ristretto per sempre

Le quotazioni super degli anni '90? Non torneranno mai più. Ecco come cambierà il business più amato dagli italiani

Roma - Brutte notizie per chi ha una seconda casa comprata venti anni fa, magari sfitta, e aspetta tempi migliore per venderla. C'è una buona probabilità che non riprenda mai più i soldi spesi in quegli anni, in cui il mercato del mattone sembrava non dovere smettere mai di crescere.

Quella degli anni Novanta, a quanto pare, era veramente una bolla immobiliare e le quotazioni del mattone non torneranno mai a quei livelli. È più o meno questo il succo di un'analisi di Bankitalia sulla principale forma di investimento degli italiani. «Difficilmente» il settore immobiliare potrà tornare ai fasti raggiunti dalla fine degli anni Novanta fino al 2006, si legge nel rapporto di Palazzo Kock. «I percorsi che nel passato hanno portato alla forte crescita del settore difficilmente potranno essere riproposti nel futuro» si legge nel documento.

Il mercato del mattone nel ventennio precedente ha conosciuto una crescita straordinaria, un po' perché quella era la tendenza internazionale, ma anche perché gli italiani facevano più figli, si sposavano. Negli anni quell'incremento è stato parzialmente rimangiato dalla crisi e dalla scarsa fiducia dei risparmiatori. Il rapporto di Bankitalia ripercorre quegli anni e dà una lettura precisa dell'andamento delle quotazioni. A spingere la domanda, all'inizio, era stata «la crescita della popolazione residente e soprattutto l'aumento del numero delle famiglie con un boom di acquisti del 75%, calati a partire dal 2007. Nel 2013 erano più che dimezzati determinando» l'accumulo di uno stock di abitazioni invendute stimato a 500 mila unità nel 2012.

Nonostante il boom di case vuote e invendute, quindi un eccesso di offerta, all'inizio non ci sono state grosse ripercussioni sui prezzi degli immobili. «Dopo essere aumentati di oltre il 60% tra la fine del 1998 e il 2006, i prezzi hanno continuato a crescere ancora fino al primo semestre 2008 e hanno sostanzialmente ristagnato fino a tutto il 2011». È stata una forma di resistenza da parte dei proprietari che pensavano in un calo temporaneo. Solo a partire dal 2012 i prezzi hanno iniziato a calare accumulando una riduzione del 9,5% nel biennio 2012-2013 che al netto dell'inflazione al consumo è stata ancora più pronunciata (-20% circa) rispetto al 2007 e ancora continua oggi.

Ora tutto cambia. Il mercato non tornerà mai quello di prima. I problemi di accesso al credito di giovani e stranieri, che nell'ultimo decennio hanno sostenuto la domanda «spingono verso modelli di crescita molto diversi», spiega il rapporto di Bankitalia. Oltre a una stretta da parte delle banche c'è stato un «forte ridimensionamento del mercato immobiliare». Il calo delle compravendite e «i conseguenti elevati livelli di invenduto». Poi il calo delle nascite, «un contesto demografico meno favorevole del passato».

Non è in crisi tutto il settore. Ma dal rapporto emerge che il mercato muterà radicalmente. Una «crescente attenzione alle tematiche della salvaguardia del paesaggio e delle aree verdi, al miglioramento delle condizioni di sicurezza, alla riqualificazione del patrimonio abitazione esistente, al miglioramento dell'efficienza energetica. In questo contesto il settore sta evolvendo dalla offerta di nuove abitazioni «all'offerta di servizi abitativi».

Più affitti, quindi e anche «social housing». Sul mattone, insomma, non si potrà più speculare.

Commenti

maleo

Lun, 23/03/2015 - 08:25

Analisi parziale.Sulle seconde case ha pesato e peserà sempre più,la tassazione folle che i governi da Monti in poi,hanno imposto.Avere una casa dove non si risiede,è diventato il peggior peccato di questa Nazione di cretini.Hanno distrutto un mercato per fare cassa,infischiandosene degli invenstimenti che un Italaino avrebbe potuto fare con i prorpi soldini,magari della liquidazione o ereditati dalla famiglia.La prorpietà è un furto!Dobbiamo portare tutto in Banca per poterlo consegnare meglio allo Stato

Klotz1960

Lun, 23/03/2015 - 08:34

Veriissimo, anche se non e' certo una novita' da prima pagina. In tale contesto, un Governo che vuole ricchezza correrrebbe ad abbassare le tasse. Renzi ha fatto il contrario, rendendo l'Italia piu' povera.

ferry1

Lun, 23/03/2015 - 10:57

La banda di infami al Governo negli ultimi tre anni ha ucciso il mattone,distrutta l’ industria,colpita ed abbandonato l’ agricoltura depresso gli investimenti per soccorrere le banche degli amici,la corruzione e gli operatori nel settore degli aiuti ad immigrati,rom e chi più ne ha ne metta.In compenso ha aumentato deficit e spesa pubblica. Complimenti!!

Zizzigo

Lun, 23/03/2015 - 11:53

Se non fosse per la rapina fiscale, messa in atto da Monti e suoi "succedanei", non andremmo così male. La realtà è che le sinistre odiano il denaro (quello degli altri) così hanno rovinato non solo i ripsrmi degli italiani, ma anche le imprese che, col mattone, mantenevano un gran numero di famiglie. Ai rispsrmiatori basterebbe che la voracità fiscale non li mangiasse, i mattoni. Questi sono peggio delle termiti del legno!

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Lun, 23/03/2015 - 12:16

+60% in 8 anni è stata una cosa immorale considerando che la casa è un bene primario che dà dignità alle persone. Molte giovani coppie e single si trovano ancor oggi col fardello di un mutuo colossale anche solo per l'acquisto di un misero monolocale che gli imperdirà per un pezzo condizioni di vita semplicemnte "normali". Uno schifo che per fortuna è finito. MOlti ci hanno guadagnato, altri ci hanno rimesso le penne, peggio per loro. Solo un deficiente poteva pensare che i prezzi crescessero e crescessero ancora senza alcun legame con l'incremento delle retribuzioni (che ad occhio non è stato del 60% tra il '98 e il 2006!).

1grifone

Lun, 23/03/2015 - 12:58

Monti, in pochi mesi di governo, ha fatto più danni della guerra. Ma siccome sarebbe troppo lungo dare delle spiegazioni che dimostrano questa affermazione, invito a leggere il documento di 49 pagine che si trova su internet cercando " MITI E REALTA DELLA TASSAZIONE". I danni non sono finiti perché ovviamente il settore immobiliare è un settore decisamente trainante per l'economia. Ma Monti è un professore e queste cose non poteva non saperle, quindi secondo me c'è anche il dolo.