Aggredito dopo essersi appartato con la moglie di un detenuto

Lo spiacevole episodio si è verificato nella notte di sabato 3 agosto a Brindisi

In esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale Maurizia Saso, su ordinanza della Procura, i poliziotti della Squadra mobile di Brindisi al comando del vicequestore Rita Sverdigliozzi hanno tratto in arresto Annunziata Antonicelli (50 anni) e i figli Vito e Giuseppe Cavaliere (rispettivamente 19 e 26 anni). Gli indagati devono rispondere dei reati di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, da motivi abietti e futili e di rapina. I tre, infatti, nella notte di sabato 3 agosto hanno aggredito un giovane brindisino subito dopo che quest'ultimo si era appartato a bordo di un'auto nel parcheggio antistante al precampo dello stadio Fanuzzi. Assieme a lui, vittima anch'ella della spedizione punitiva dei suoi congiunti, c'era la moglie di un detenuto. Non è stato semplice far luce su quella che inizialmente era stata presentata dal malcapitato come una rapina sfociata poi in un brutale pestaggio. Nonostante l'omertà e la reticenza, gli investigatori hanno subito sospettato che la verità era un'altra e nel giro di poche settimane sono stati in grado di ricostruire l'episodio.

Antonicelli e i figli da tempo sospettavano che la moglie del loro congiunto avesse allacciato una relazione sentimentale con un altro uomo. Per tale motivo la notte del 3 agosto hanno pedinato la donna fino al parcheggio situato alle spalle dell'impianto sportivo, al rione Casale, una zona questa buia in cui i due avevano pensato bene di appartarsi. In un primo momento l'amante è stato aggredito con pugni e calci sferrati alla testa per mezzo di un bastone. Poi è stato lasciato a terra dai responsabili che si sono dileguati a bordo della sua automobile. Nel frattempo una donna che abita in un palazzo poco distante dal luogo dell'incidente, spaventata dalle urla, ha allertato le Forze dell'Ordine. Giunti sul posto i militari hanno trovato la vittima con il volto insanguinato. Datasi la gravità delle sue condizioni, il giovane è stato trasportato presso l'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti dove è stato ricoverato con prognosi di trenta giorni per fratture al cranio e al volto.