Aggressione in carcere: detenuto prende a testate un agente

Un detenuto di origini magrebine ha colpito violentemente un agente di polizia penitenziaria nel carcere di Torino: ancora ignari i motivi del gesto.

Ennesima aggressione ai danni di un'agente di polizia penitenziaria. Teatro della vicenda il carcere di Torino. Nella mattinata di ieri, un detenuto italiano di origine magrebina ha colpito con una testata un secondino. La violenza sarebbe nata senza alcun motivo evidente.

Attorno alle 13, mentre i detenuti venivano fatti uscire dalle celle per raggiungere il cortile ed usufruire dell'ora d'aria, il 34enne magrebino si è scagliato contro l'agente, mandandolo al pronto soccorso. Al poliziotto, medicato presso l'ospedale Maria Vittoria, i medici hanno riscontrato un trauma cranico, con 10 giorni di prognosi.

Il detenuto, rinchiuso nel carcere torinese con l'accusa di stalking, rapina, lesioni ed altri reati, è stato posto in isolamento cautelare ed arrestato in flagranza con il reato di violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e interruzione di pubblico servizio.

Duro lo sfogo del segretario generale dell'Osapp, l'organizzazione sindacale della polizia penitenziaria, Leo Beneduci: "A rimetterci è soltanto la polizia penitenziaria, unico baluardo della legalità nelle carceri, che come sempre paga un prezzo altissimo in termini di aggressioni e situazioni pregiudizievoli per l’ordine e la sicurezza penitenziaria"

"È di tutta evidenza la necessità di dotare gli agenti di idonei strumenti per poter intervenire nelle gravi situazioni pregiudizievoli per l’ordine e la sicurezza. Si dovrà dunque provvedere, senza ulteriori ritardi, a dotare il personale di polizia penitenziaria di idonei strumenti tesi a fronteggiare la grave escalation delle aggressioni. Solidarietà al collega gravemente ferito."