Agguato in autostrada al calciatore condannato in Turchia

Spari contro l'auto dell'attaccante Deniz Naki sull'autostrada A4 in Germania

Ne è uscito illeso, ma alla stampa tedesca ha raccontato di avere temuto per la sua vita. Deniz Naki, 28enne calciatore tedesco di origine curdo-alevita, è stato vittima di un agguato domenica sera, mentre viaggiava sull'autostrada A4, non lontano dalla città tedesca di Dueren.

Naki ha raccontato che un furgone nero si è affiancato al suo Suv che percorreva l'autostrada, mentre chi si trovava a bordo esplodeva proiettili contro il suo veicolo, costringendolo a invadere la corsia d'emergenza. "Un colpo ha preso il finestrino al centro, l'altro è finito vicino a uno pneumatico. Fortunatamente non sono stato ferito", ha detto il calciatore a Die Welt.

In forza all'Amedspor, team della città a maggioranza curda di Diyarbakir spesso al centro di polemiche e che gioca nella terza divisione in Turchia, Naki è sceso in campo anche con gli amburghesi del FC St Pauli e con il SC Paderborn e ha giocato per la selezione tedesca Under 19. È nato in Germania nel 1989, da una famiglia originaria di Tunceli (per i curdi Dersim). Da tempo gioca con il numero 62, codice identificativo della città sulle targhe automobilistiche, che porta anche tatuato.

Nel 2014 aveva lasciato il Genclerbirligi, team della Serie a turca, dopo quella che aveva definito una "aggressione a sfondo razzista", dicendo di "non sentirsi più al sicuro" nella capitale Ankara, dopo essersi espresso in favore delle milizie curde che a Kobane stavano combattendo contro i jihadisti dello Stato islamico con l'ausilio della coalizione internazionale, in durissimi scontri che si sarebbero conclusi solo nel gennaio dell'anno successivo.

Passato poi all'Amedspor, Naki - che non ha mai nascosto la sua avversione per Erdogan - lo scorso anno è stato condannato con sospensione condizionale della pena, ritenuto colpevole di propaganda terrorista per il Pkk, la guerriglia curda considerata gruppo terroristico in Turchia. Nel 2016 era stato assolto da accuse simili, ma condannato a 12 giornate di stop per "propaganda ideologica".

Nei momenti successivi all'agguato di domenica, il calciatore ha ribadito di essere "un bersaglio ambulante in Turchia per le sue idee pro-curde" e sostenuto che anche quanto avvenuto sull'autostrada sia l'opera di un agente del governo turco o della destra radicale. La procura di Aachen ha aperto un'inchiesta per tentato omicidio, ma ha anche chiarito che al momento sta valutando tutte le piste.