Agrigento, erutta un "vulcanello". Ritrovati morti fratello e sorella

Una famiglia travolta dal fango nella riserva naturale Maccalube di Aragona. I bambini, di 7 e 9 anni, non ce l'hanno fatta

Due bambini, di 7 e 9 anni, sono rimasti uccisi dall'eruzione di un vulcanello di argilla nella riserva naturale Maccalube di Aragone, in provincia di Agrigento. I due fratelli stavano ammirando il fenomeno naturale, in compagnia del padre e di un gruppo di turisti, quando sono rimasti investiti da fango e detriti.

Il padre è stato subito estratto vivo, ma insieme a lui è stata recuperata la figlia, ormai senza vita. Intorno alle diciannove è stato ritrovato anche il corpo del fratellino, disperso per alcune ore. Il bambino, che proprio oggi aveva compiuto gli anni, era sotto a decine di metri di fango.

Migliaia di turisti visitano ogni anno la riserva naturale, istituita nel 1995 e gestita da Legambiente Sicilia. Sei anni fa l'ultima eruzione di un vulcanello. Le "maccalube", dall’arabo maqlùb (terra che si rivolta), sono un esempio del fenomeno geologico denominato "vulcanesimo sedimentario". "

Non avevamo registrato un preallarme di alcun tipo, mezz’ora prima i nostri operatori erano sulla collina dei vulcanelli e tutto era normale - ha assicurato Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente - all'improvviso è accaduta la tragedia".

Dopo l'esplosione il governatore della Sicilia Rosario Crocetta ha ordinato alla Protezione civile e al dipartimento Ambiente della Regione di sospendere immediatamente gli accessi nella riserva.

Mappa

Commenti

Albius50

Sab, 27/09/2014 - 15:32

Che differenza passa fra una tragedia sul lavoro ed una su un sito gestito da LEGA AMBIENTE, la prima è dovuta al PADRONE della ditta la seconda sarà fatalità.

killkoms

Sab, 27/09/2014 - 15:52

@albius50,se il sito era gestito da un privato,ma sai quante ne dicevano?

Ritratto di stock47

stock47

Sab, 27/09/2014 - 16:10

Molti non si rendono conto che il "DIVERTIMENTO", fuori dai normali tran tran di famiglia e di lavoro, può trasformarsi molto facilmente in tragedia perché la mancata conoscenza, la sottovalutazione della realtà che si affronta, solo perché ci appare divertente, fa scendere il nostro livello abituale di attenzione al pericolo, alla diffidenza, alla cautela. I risultati immancabili sono come quello dell'articolo, finisce in tragedia e in pianti quello che era iniziato con risate, stupore e ammirazione. Devono aver pensato che, dato che il vulcanello era un attrazione, non ci fosse pericolo e che quindi potevano avvicinarsi al mostro divertente senza preoccuparsi, e patatrac! In questo caso è il vulcanello, in un altro può essere una normale festa tra conoscenti o un viaggio preso sotto gamba. I risultati inevitabili sono o la morte o feriti, nel fisico o nello spirito, più o meno gravi. E' proprio quando ci si va a divertire e ad affrontare nuove e impreviste situazioni che tutte le nostre antenne della prudenza devono uscire fuori, invece avviene l'inverso, ci si lascia andare senza preoccuparsi di cosa può accadere. Una classica stupidità umana di tutti quanti.

Alfaale

Sab, 27/09/2014 - 20:08

Il padre è un carabiniere, speriamo che i suoi superiori una volta per tutte facciano piazza pulita di gente indegna di gestire il territorio siciliano.

rossini

Sab, 27/09/2014 - 20:40

Lo gestiva LEGAMBIENTE. In Italia c'è l'azione penale obbligatoria, no? Mi aspetto che i PM inizino una bella indagine per OMICIDIO COLPOSO (aggravato dalla prevedibilità dell'evento). Fanno così con gli Imprenditori. E perché gli AMBIENTALISTI dovrebbero avere un trattamento di favore?

Ritratto di bracco

bracco

Sab, 27/09/2014 - 23:05

Legambiente, .....quelli che rifilano le bandierine, la zona è gestita da questa associazione e quanto successo dimostra la sua pochezza e questo baraccone finanziato con denaro pubblico va chiuso al più presto, non serve a niente.

piertrim

Dom, 28/09/2014 - 12:17

Condivido quanto scritto da BRACCO! Basta con questo tipo di associazioni. Han detto: "Il ministero doveva monitorare H24 i movimenti sotterranei e predisporre un adeguato sistema d'allarme". Ma un reticolato che tenesse a debita distanza gli inconsapevoli curiosi non è stato mai richiesto né realizzato da questi gestori così tempestivi nello scaricare su altri le responsabilità.