Aheda Zanetti, creatrice del burkini: "È uno strumento d'integrazione"

Parla la designer che ha depositato il copyright del nome del costume da bagno più contestato del momento

Nel dibattito sul burkini, arriva dall'Australia l'opinione della sua creatrice, Aheda Zanetti, la designer che ha depositato il copyright del nome - una crasi tra burqa e bikini - del costume da bagno più contestato del momento. Secondo la stilista, si tratterebbe di uno strumento d'integrazione che consente alle donne musulmane di vivere all'aria aperta, o quasi, la vita di mare, un elemento fondamentale della cultura australiana.

"Il burkini è nato in Australia, all'interno dello stile di vita australiano. Si prefiggeva l'obiettivo d'integrare il mondo femminile islamico alla società australiana", ha dichiarato la Zanetti, che ha aggiunto: "L'intenzione era quella di uscire dagli steccati, musulmani, non musulmani e così via. Si tratta solo di farsi un bagno in mare. Questo è tutto".

Insomma, nelle intenzioni di chi l'ha progettato, il costume da bagno che copre le donne da capo a piede, voleva solo proporre una nota positiva, fornendo la flessibilità e la libertà necessarie alle donne che vogliono vivere la spiaggia in maniera più pudica e modesta delle mode in voga.


Siham Karra-Hassan è un'indossatrice australiana di fede islamica che ha sofferto per anni di non potere andare al mare o in piscina. Poi, nel 2005, ha sentito parlare del burkini e si è precipitata a comprarne uno.

"Era semplicemente straordinario. Per me era come una seconda pelle, mi calzava a pennello e sono finalmente tornata in piscina. Senza discriminazioni. Geniale, assolutamente geniale", ha dichiarato l'entusiasta modella, che poi ha aggiunto: "Mi permette di sentirmi a mio agio. Posso fare sport, entrare in acqua. Più lo indosso e più sono felice".

Commenti
Ritratto di gangelini

gangelini

Sab, 20/08/2016 - 14:15

Come italiano tollerante approvo il burkini. Per integrarmi maggiormente con gli islamici prometto che lo indosserò pure io, con due belle grandi croci stampigliate sul tessuto, una sul petto ed una sulla schiena.

paolonardi

Sab, 20/08/2016 - 14:25

Esatto. Sarebbe stato un ottimo strumento d'integrazione begli anni dell'inquisizione circa 700 anni fa. Attualmente e' solo un'ipocrita provocazione dri cenciosi musulmani. Mi sorge il sospetto che siano dei semi impotenti che non hanno autorevolezza sulle loro donne; non si spiega altrimenti quest'ossessione del controllo violento delle loro mogli.

beowulfagate

Sab, 20/08/2016 - 14:46

E' strumento di sopraffazione e indice della voglia di metterci i piedi in testa.Da respingere sempre e comunque.

Duka

Sab, 20/08/2016 - 14:46

Il prossimo anno sarà di gran moda- La variante europea saranno le trasparenze dopo il bagno.

Ritratto di stufo

stufo

Sab, 20/08/2016 - 14:55

Altri stilisti nostrani proporranno versioni più soft e le nostre babbee politicamente corrette ne andranno entusiaste. E altri stilisti immagino già si stiano preparando per proporre alle stesse nostrane babbee, per la stagione autunno inverno, caffetani e foulards per intabarrarle per bene. E andranno a ruba !

Una-mattina-mi-...

Sab, 20/08/2016 - 15:06

SOLITO PARACULISMO da quattro soldi:NON E' UNO "STRUMENTO DI INTEGRAZIONE" E' "UNO STRUMENTO DI GUADAGNO"

Gianmario

Sab, 20/08/2016 - 15:22

Io invece propongo di indire una consultazione popolare per chiedere che la PresidentA BoldrinA lo indossi alla Camera.

Romolo48

Sab, 20/08/2016 - 15:31

Gangelini, grande idea! Chissà se il nostro ineffabile ministro degli Interni (tale Angelino) la proibirà per paura di ritorsioni!

peter46

Sab, 20/08/2016 - 15:35

Guarda che alla maggioranza degli Italiani non gliene frega un bel niente di come vuoi 'stare in spiaggia o per strada'.l'importante che mostri il volto come fa il burkini e non il facekini che vorrebbero 'appiopparti' i cinesi per il loro businees:tranquilla e tranquili,tolti gli 'a prescindere',che si lagnerebbero anche se vi 'denudaste' completamente,da noi è ancora in uso la 'carnevalata'anche 'fuori stagione'.Però...sindaco e valls, 'iniziatori' del divieto,perchè "il burkini è incompatibile con i valori della francia ed è un'ideologia basata sull'asservimento della donna"...perchè 4 mesi fa(forse perchè ancora 'tardava' l'estate?)è stata conferita al principe saudita Nayief,prossimo erede di quella dittatura che da sempre si basa "sull'asservimento della donna",la 'legion d'onore'?Ca...volo alle donne i burkini ed i carri armati e i missili della fornitura...ignudi?Così salutava grillo ai primordi:valls...va.......

Ritratto di Civis

Civis

Sab, 20/08/2016 - 15:44

La libertà nel vestirsi è uno strumento di libertà individuale: se il burkini non è rigorosamente nero, c'è la possibilità di individualizzarlo con colori e stampe varie, anche come si fa ricoprendo i ponteggi degli edifici artistici da risanare con teli che ne portano l'immagine. Un bel burkini con stampata l'immagine del contenuto, castigato da un necessario bikini.

katon

Sab, 20/08/2016 - 16:15

Forse stiamo dando troppa importanza , in fin dei conti, a un costume da bagno. Contente loro.....

diesonne

Sab, 20/08/2016 - 17:15

diesonne fenitela con queste quisquiglie da quacquaracqua

FRANCO1

Sab, 20/08/2016 - 17:17

Ma forse è meglio cosi che vedere il loro lardume riarso al sole ... però chissà che puzzo che emanano a stargli d'intorno .. ci vuole l'ombrellone con l'albero magic!!!! :-))

lavieenrose

Sab, 20/08/2016 - 17:25

Infatti, sai con l'acqua come si "attilla" al corpo rendendolo sexi e così hai fregato gli iman e ti sei fatta pubblicità gratuita. Furba nè?

greg

Sab, 20/08/2016 - 22:42

VERISSIMO, si, DI INTEGRAZIONE ALL'ISLAM!!

FRANKBENELLI

Dom, 21/08/2016 - 00:29

katon, costume da bagno? sembra piuttosto una tuta da sci.

Duka

Dom, 21/08/2016 - 07:43

Il burkini è uno strumento per fare business. Un grande applauso a chi lo ha ideato.

maxkent

Dom, 21/08/2016 - 08:04

L'integrazione è quando l'altro si comporta come me, non quando fa finta di comportarsi come me.

PerQuelCheServe

Mar, 30/08/2016 - 14:32

@peter46 - Al netto delle incongruenze dei politici (è la loro dote principale), se c'è un DIVIETO, quel divieto si rispetta. Poi si può discutere sulle ragioni del divieto, ma fintanto che è in essere si rispetta. Faccio un esempio parallelo: in alcuni parchi è proibito fumare. Io lo trovo un provvedimento cxxxxxo, perché siamo all'aria aperta, ma nei parchi dove non si può fumare IO NON FUMO. E non mi è mai passato per la testa di organizzare uno "FUMA NEL PARCO DAY".