Ai gol preferisco le canzonette Anche se brutte mi fan sognare

Non c'è partita che tenga di fronte al Festival. Di Sanremo, beninteso. Mica quello di Berlino, dove quest'anno c'è in gara anche un film filippino di otto ore. Ben gli sta alla critica colta. Ma questa è un'altra storia, come diceva il barista filosofo di Irma la dolce. Dunque stasera guarderò Sanremo, come faccio da sessantacinque anni. Come dire da sempre. Anche se a voler (...)(...) pignoleggiare i primi cinque li ho orecchiati alla radio, non essendoci ancora la tv. Certo, per un calciofilo come me è dura rinunciare a Juve-Napoli, ma Sanremo è Sanremo. E pazienza se le canzoni fanno schifo, per usare un eufemismo; di cantanti ne ho sentiti nominare sì e no una decina; e chissà se Patty Pravo è proprio la stessa che secoli fa raucheggiava Ragazzo triste o un'altra caricatura di Virginia Raffaele. Insomma, questo Festival non mi piace, eppure mi attrae, non so resistere al suo perverso richiamo. Infatti stasera sarò lì davanti alla tv, «avvinto come l'edera» di Nilla Pizzi. Quelli sì che erano tempi. Che canzoni e che cantanti. I migliori, i più popolari, l'esatto contrario di oggi. Dove da anni sbarca all'Ariston un esercito di ignoti canterini tutti uguali, esplosi, purtroppo solo idealmente, nei talent. Volete mettere con la fucina di Castrocaro? Rimpianti di un vecchio rincoglionito, dirà più d'uno. Giusto. Allora, perché lo guardi? Forse mi sembra di tornar giovane, quando ogni serata del Festival durava due orette scarse, non c'erano superospiti, le vallette non si cambiavano dieci volte, di spot neanche l'ombra, i conduttori si limitavano ad annunciare le canzoni. Sia come sia staserà ci sarò. E non fa niente se nelle prossime mattine non sentirò i garzoni dei fornai fischiettare in bici il motivo vincente. Anche perché i garzoni dei fornai non esistono più. E se mai girano in motorino. Quindi niente Juve-Napoli? E che mi frega, io sono milanista.Massimo Bertarelli