Alex Hai, la prima gondoliera di Venezia rivela: "Sono transgender"

Alex Hai è diventato famoso come "la prima gondoliera di Venezia", ma lui, che si sente un uomo intrappolao in un corpo di donna, ora rivela: "Sono transgender"

Alex Hai è conosciuto in tutto il mondo come la "prima donna gondoliera di Venezia", ma dopo vent'anni lui trova il coraggio per raccontare la su verità: "Sono un transgender, nato in un corpo di donna ma mi sento uomo da sempre".

La vicenda di Alexandra (Alex) Hai, nato in Germania e approdato in laguna a 29 anni alla fine degli anni '80, è molto più complessa di come è stata narrata per anni dai giornali di tutto il mondo. Ecco la "vera" storia della prima gondoliera, così come il protagonista l'ha raccontata ai giornalisti radiofonici statunitensi Kristen Clark e Davide Conrad, i primi a rivelare l'equivoco che ha condizionato la vita di Hai negli ultimi vent'anni. In Italia la storia è stata ripresa dal Corriere del Veneto.

Nato di genere femminile, Alex ha raccontato che già a 3 anni sapeva di essere un uomo, intrappolato nel corpo sbagliato. A 29 anni arriva in laguna e si innamora della gondola a prima vista. Decide di iniziare il duro apprendistato per diventare gondoliere. Poi un giorno, nel 1996, qualcuno nota la "donna gondoliere" e i giornali hanno iniziato a scriverne definendola "una pioniera”.

L'attenzione mediatica ricevuta da hai ha fatto infuriare i bancali, i gondolieri con licenza, che lo minacciano e lo ostacolano. Quando Alex ricorre al Tar per la bocciatura all’esame per la licenza, ormai è universalmente noto come la "prima donna gondoliera che sfida la tradizione maschile", anche se lui donna non si sentiva affatto. Il suo avvocato, racconta, decide così di fare leva sulle pari opportunità per vincere il ricorso: "Una soluzione che non condividevo".

Ma funziona e nel 2004 Alex ha ripetuto l’esame, giudicato da una commissione di maestre del remo. "Quel giorno si formò una ressa di persone in riva, urlava parole d’odio, è stato l’inferno", ha riferito. E infatti, l’esame non andò bene, così Hai si mise in proprio, lavorando per gli hotel. I "veri" gondolieri, però, protestarono, ottenendo una modifica del Regolamento comunale che permetteva solo ai titolari di licenza di effettuare i servizi in gondola.

Ad Hai non rimane che ricorrere di nuovo in tribunale, dove vince per due volte contro il Comune. Le vittorie consacrarono definitivamente Alex come la "prima donna gondoliera” agli occhi dei media d tutto il mondo. "La vicenda diventò inarrestabile: non riuscivo più a dire, vi sbagliate", ha raccontato. Fu così che la sua passione per la gondola si è trasformata in una battaglia per i diritti delle donne che Alex non sentiva sua e non avrebbe voluto combattere.

Oggi, alla soglia dei 50 anni, Hai ha iniziato il percorso di transizione e, sostenuto da associazioni Lgbt, ha finalmente trovato la forza di rivelare al mondo la sua "vera" e dolorosa storia. "Sto diventando chi sono davvero, non so che ne sarà di me, fa paura", ha concluso.

Commenti
Ritratto di Pajasu75

Pajasu75

Gio, 22/06/2017 - 11:14

Al giorno d'oggi se vuoi essere davvero cool, devi essere "cul"!

manente

Gio, 22/06/2017 - 12:14

Alex Hai, stia tranquilla, nessuna persona "normale" si scandalizzerà per quelle che saranno le sue scelte, il pericolo per lei deriva solo dall'uso strumentale che la Boldrina, la Fedeli e gli Lgbt proveranno a fare del caso, stia alla larga da costoro !

frapito

Gio, 22/06/2017 - 13:27

Purtroppo il vero dramma di queste persone è la totale mancanza della consapevolezza di avere un problema. Pensano che sia "naturale" e non si rendono conto che non è "normale".

Ritratto di ateius

ateius

Gio, 22/06/2017 - 14:44

forse dopo secoli di evoluzione avremmo potuto anche imparare che nella nostra realtà oltre al maschio ed alla femmina esiste chi non si sente appartenente nè all'uno nè all'altra.- renderne semplicemente atto sarebbe la cosa più naturale possibile....ma l'uomo si sa, spesso non segue la via più naturale e si complica la vita. ritenendo si coinvolto o ritenendo che la accettazione della Realtà possa compromettere la sua stessa integrità.

idleproc

Ven, 23/06/2017 - 09:11

manente. Infatti, l'osservazione che lei fa è quella "giusta". Non sono in discussione i diritti civili delle "persone" che infatti a livello giuridico tali vengono chiamate in modo neutrale per evitare ghettizzazioni e autoghettizzazioni. L'oggetto dello scontro è l'uso strumentale e di parte che ne viene fatto per "progettare" a tavolino ideologicamente un'altra umanità indifferenziata da tutti i punti di vista. Deve essere durissimo ritrovarsi in un corpo che non senti come "tuo". Per quanto rigurda le "battute" sono normali anche tra eterosessuali e possono alleggerire il "problema" nei due sensi ma il come e il se, dipende dalla civiltà delle persone.