Alfa Giulia tocca a te La «Quadrifoglio» ha grinta da vendere

Il Biscione torna prepotentemente alla ribalta e mette nel mirino Audi, Bmw e Mercedes-Amg

Il percorso di rinascita del marchio Alfa Romeo passa anche dal Salone di Francoforte, perché è nelle gigantesche Hall della più importante rassegna automobilistica del mondo che sfoggiano muscoli e tecnologia le tedesche premium con le quali i futuri modelli della Casa del Biscione dovranno scontrarsi per riportare il marchio tra i protagonisti della scena mondiale delle quattro ruote. A sottolineare le grandi ambizioni è la scelta di cominciare dalla nuova Giulia nella versione Quadrifoglio, quella che fa capire ai più prestigiosi player di Casa - Audi, Bmw e Mercedes-Benz, ma soprattutto i primi due, senza nulla togliere alle Amg, per la loro più forte immagine sportiva - che l'Alfa fa sul serio, che vuole recuperare il tempo e le tradizioni perduti, a cominciare dalle ruote motrici posteriori da decenni invocate dai fan del marchio sparsi in ogni angolo del pianeta. In Germania, poi, un mercato dove le sportive italiane hanno conosciuto in un passato ormai remoto anni meravigliosi, la Giulia Quadrifoglio è destinata a stupire, a cominciare dal suo design firmato dal team guidato da Marco Tencone, sotto la supervisione di Lorenzo Ramaciotti, una forma che esprime potenza e dinamicità in ogni più piccolo dettaglio, ricca di citazioni stilistiche che piaceranno ai giovani ed evocheranno piacevoli ricordi negli automobilisti più maturi.

Nella fascia premium l'emozione è ancora un valore, e Giulia ha quindi già segnato un punto a suo favore, ma subito dopo, e non meno importante, viene la tecnologia, da quella dei motori e del telaio a quella dei più sofisticati sistemi elettronici dei quali sono dotate le più fiere concorrenti della Quadrifoglio che arrivano da Ingolstadt, Monaco e Stoccarda. Decisiva è stata quindi la scelta di portare fuori da Fiat la progettazione del nuovo modello affidandolo a una squadra di ingegneri (ormai noti come skunk ) scelti tra i diversi brand di Fca Group, un team chiuso in una struttura appartata per poter ragionare e sviluppare la nuova Giulia in modo completamente autonomo, gettando così le basi per il nuovo metodo progettuale che caratterizzerà tutte le prossime Alfa.

Fare parte di un gruppo al quale appartiene anche Ferrari è un'opportunità da sfruttare sino in fondo, e quindi per motorizzare la Giulia Quadrifoglio è stato scelto il V6 tre litri, con doppio turbocompressore, costruito a Maranello, un propulsore già prestato alla Maserati Ghibli. Quello montato sulla Quadrifoglio è però più esuberante perché la potenza massima erogata è di 510 cv, 170 cv/litro tradotti in potenza specifica. Questo dato, da solo, colloca già la Giulia Quadrifoglio al top della esclusiva nicchia delle medie superprestazionali, tutte ovviamente con passaporto tedesco.

Lunga intorno ai 4,70 metri (la versione Quadrifoglio), la Giulia è realizzata sulla nuova piattaforma, denominata Giorgio, caratterizzata dal passo lungo (2,83 metri) e dalla flessibilità sotto il profilo della trazione che può essere posteriore oppure integrale. A Francoforte, insomma, per Alfa Romeo si tratta di superare brillantemente il primo esame, quello di un pubblico assolutamente esigente quando si tratta di vetture ad alte prestazioni, poi comincerà l'attesa delle versioni più «umane» che dovrebbero arrivare sul mercato nella primavera del prossimo anno, avviando quel processo di recupero di quote di mercato che il blasone italiano sicuramente merita, uno spazio nel settore delle premium che si conquista con la forza del brand, con le prestazioni e l'indispensabile qualità costruttiva della quale i costruttori tedeschi vanno particolarmente fieri.