Allarme botulino nel pesto Venti ricoveri a Genova

Hanno mangiato pesto della ditta che ha ritirato una partita di vasetti

Continua l'allarme per il botulino che sarebbe presente in lacuni barattoli di pesto. Una ventina di persone sono state ricoverate nelle ultime ore nei pronto soccorso di tre ospedali di Genova in osservazione per sospetta intossicazione. Hanno mangiato pesto della ditta che ha ritirato una partita di vasetti e hanno mostrato sintomi compatibili con una eventuale intossicazione. Due persone sono già state dimesse.

Commenti
Ritratto di marforio

marforio

Dom, 21/07/2013 - 17:16

il fai da te e sempre il metodo piu sicuro.Odio le conserve.

Raoul Pontalti

Dom, 21/07/2013 - 17:21

Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Il pesto alla genovese o viene trattato con i consueti metodi industriali oppure viene congelato o altrimenti si rischia anche l'intossicazione botulinica. Per mantenere integro l'aroma del pesto i preparatori industriali e soprattutto artigianali o non portano il ph a valori incompatibili o quantomeno rallentanti il Costridium botulinum, o non effettuano trattamento termico secondo Appert, o non riducono convenientemente l'attività dell'acqua. Il trattamento con il freddo sarebbe l'optimum, coniugando sicurezza a sapore, ma la conservabilità è ridotta (e spesso non viene rispettata la cd "catena del freddo"). Cosa sia avvenuto in quella partita di confezioni di pesto lo appureranno gli igienisti alimentari, ma il rischio incombe per molti altri prodotti (per non parlare di quelli casalinghi responsabili per oltre il 70% dei casi di intossicazione botulinica) in cui per salvaguardare il sapore si rinuncia all'adozione di quelle metodiche di conservazione microbiologicamente sicure.

Raoul Pontalti

Dom, 21/07/2013 - 18:04

Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Il pesto alla genovese o viene trattato con i consueti metodi industriali oppure viene congelato o altrimenti si rischia anche l'intossicazione botulinica. Per mantenere integro l'aroma del pesto i preparatori industriali e soprattuto artigianali o non portano il ph a valori incompatibili o quantomeno rallentanti il Costridium botulinum, o non effettuano trattamento termico secondo Appert, o non riducono convenientemente l'attività dell'acqua. Il trattamento con il freddo sarebbe l'optimum, coniugando sicurezza a sapore, ma la conservabilità è ridotta (e spesso non viene rispettatta la cd "catena del freddo"). Cosa sia avvenuto in quella partita di confezioni di pesto lo appureranno gli igienisti alimentari, ma il rischio incombe per molti altri prodotti (per non parlare di quelli casalinghi responsabili per oltre il 70% dei casi di intossicazione botulinica) in cui per salvaguardare il sapore si rinuncia all'adozione di quelle metodiche di conservazione microbiologicamente sicure.

michele lascaro

Dom, 21/07/2013 - 18:54

No, egr. marforio, i casi di botulismo si riscontrano proprio nelle preparazioni casalinghe. Non avrà mai casi di botulismo in prodotti di aziende nazionali di un certo rilievo, perché i prodotti sono trattati e sterilizzati a dovere. Si vede che la ditta non ha grande rilevanza, e/o il processo di sterilizzazione ha fatto cilecca.

michele lascaro

Dom, 21/07/2013 - 18:59

Naturalmente mi riferisco alle preparazioni non fresche, ma a quelle da mettere in barattolo e conservare

Teddysamp

Dom, 21/07/2013 - 19:00

ora si capisce perche' voti berlusconi per non capisci nulla caro marfiorio e' proprio l'opposto di quello che dici statisticamente e' piu' probabile che il fai da te sia piu' pericoloso

blackbird

Dom, 21/07/2013 - 20:29

@ marforio: il fai date ha ucciso due medici e mandato in fin di vita il figlio di uno dei due. Nelle conserve alimentri "non biologiche" è consuetudine inderire i così detti "conservanti", sostanze che non hanno nulla a che fare con l'alimento, ma svolgono la sola funzione ani-batterica, anti-muffa, ecc. Sono "butti soggetti" per il purista, ma salvarono tante vite in passato e ne salveranno tantissime finchè saranno usati.

Ritratto di wirtshaus-trier

wirtshaus-trier

Dom, 21/07/2013 - 21:07

colpa della Germania?