Almaviva, reintegro per 153 dipendenti: i licenziamenti sono stati illegittimi

L'azienda "darà ovviamente attuazione all’ordinanza ma la impugnerà immediatamente, al fine di revocarne gli effetti in tempi brevi"

I licenziamenti di Almaviva sono illegittimi. Il giudice del Lavoro di Roma, ha "condannato la società a reintegrare gli stessi lavoratori e a corrispondere loro, a titolo di risarcimento danni", un'indennità comprensiva degli interessi, pari agli stipendi maturati dal giorno del licenziamento fino alla reintegra.

La decisione riguarda i 153 lavoratori che avevano fatto ricorso. Per il 15 dicembre prossimo è attesa un'altra decisione che riguarda invece circa 90 persone.

L'azienda aveva licenziato 1.666 persone nello stabilimento di Roma. La scelta dell'azienda "si risolve in una vera e propria illegittima discriminazione - ha scritto il giudice Umberto Buonassisi nell'ordinanza -: chi non accetta di vedersi abbattere la retribuzione (a parità di orario e di mansioni) e lo stesso tfr viene licenziato e chi accetta viene invece salvato".

La reazione dell'azienda

AlmavivaContact ha subito comunicato che "darà ovviamente attuazione all’ordinanza - riammettendo i lavoratori presso le sedi disponibili, tenendo conto che il sito operativo di Roma è chiuso - ma la impugnerà immediatamente, al fine di revocarne gli effetti in tempi brevi". In una nota, Almaviva ricorda che 9 giudici su 10 hanno dichiarato"pienamente legittima la condotta aziendale".

Commenti

cgf

Gio, 16/11/2017 - 19:22

AlmavivaContact ha subito comunicato che "darà ovviamente attuazione all’ordinanza - riammettendo i lavoratori presso le sedi disponibili, tenendo conto che il sito operativo di Roma è chiuso... i lavoratori si preparino a trasferirsi a... Catania, Cosenza, Palermo, Torino, Bacau o Iasi in Romania oppure Aracaju Belo Horizonte Brasília Guarulhos Juiz de Fora Maceió San PaoloTeresina in Brasile. Che peccato che la sede di San Francisco abbia già abbastanza organico poi c'è, non di poco conto, il problema del visto. Problemi con alloggi/affitti? Nessun problema, l'azienda anticipa e detrae direttamente dallo stipendio.

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Leonida55

Gio, 16/11/2017 - 22:55

Ma il governo non diceva che il lavoro aumentava? CHe ci sono 1 milione di posti di lavoro in più, al netto di tanti licenziamenti e poche pensioni? Che abilità nel gioco delle tre carte!

umberto nordio

Ven, 17/11/2017 - 08:33

Giurisprudenza d'accatto.

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cangrande17

Ven, 17/11/2017 - 08:37

Si può sapere che contratto hanno queste persone? Evidentemente erano con vecchio contratto, non col Jobs Act. In quest'ultimo caso non c'è tutela o tribunale che tenga: le aziende possono sfruttarti e schiavizzarti come meglio credono (non oso immaginare quante situazioni che vanno ben oltre le "molestie" tanto di moda) e farti fuori quando vogliono. I sindacati, anche se oramai non c'è più nulla da fare, faranno almeno un esame di coscienza e si scuseranno per aver permesso il Jobs Act, ovvero la legge che ci sta portando dritti verso il medioevo?

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giovinap

Ven, 17/11/2017 - 08:52

in questa faccenda una sola cosa è certa ,almaviva andrà a produrre in un paese dell'est e giudici e sindacati saranno serviti ! non capisco per che quando le aziende vanno a gonfie vele , i "lavoratori" e sindacati chiedono premi , bonus e tante altre voci non dovute per contratto se invece le aziende vanno male , non si possono tagliare i costi o non si può dare all'azienda un ora di lavoro al giorno in più senza retribuzione . nessuno si rende conto che nelle aziende private non c'è il vitalizio come nel pubblico impiego ,dove tutti(o quasi)rubano lo stipendio senza produrre nulla , tanto "il pozzo di san patrizio" è colmo di soldi dei contribuenti , nelle imprese private , le cose vanno diversamente .