Amanda Knox dopo la sentenza: "Grido la mia innocenza da anni"

In un'intervista a Chi ringrazia chi ha creduto in lei. "Non me l'aspettavo, ma ho atteso tanto questo momento"

La sentenza definitiva è arrivata pochi giorni fa: Amanda Knox non è colpevole per l'omicidio di Meredith Kercher, trovata morta a Perugia nel 2007. E la giovane americana, in una intervista a Chi, non nasconde di essere sollevata dalla decisione della corte.

"Non me l'aspettavo - ammette -, ma l'ho sognato tante volte". E ringrazia chi ha creduto in lei, "quando tutti erano contro" e la pensavano colpevole dell'omicidio. Sul numero del settimanale anche un'intervista a Raffaele Sollecito, accusato come lei per la morte di Meredith.

"La prima cosa che voglio fare è andare in questura a chiedere che mi restituiscano il passaporto", ha detto l'uomo. Il documento gli era stato ritirato quando si temeva che potesse darsi alla latitanza. Anche se lui ribadisce: "Io da Santo Domingo e dalla Svezia sono tornato per presentarmi al processo. Il sospetto che fuggissi faceva comodo".

Commenti

Pierluigi64

Mer, 01/04/2015 - 10:17

Beh, bisognerebbe ricordare ad Amanda che la Cassazione l'ha sì assolta per l'omicidio di Meredith ma l'ha condannata definitivamente per calunnia contro Patrick Lumumba, quindi mi sembra esagerato da parte sua proclamare che ha sempre detto la verità. Piuttosto ringrazi il cielo che è stata processata in Italia perché, come insigni esperti penalisti statunitensi hanno rilevato, se il procedimento fosse avvenuto negli USA la sua calunnia l'avrebbe condotta quasi certamente verso un giudizio di colpevolezza. Lì con i colpevoli di omicidio volontario non scherzano e comminano, nella maggioranza degli Stati, la pena di morte. Quindi fossi in lei avrei il buon gusto di tacere.

dave_d

Mer, 01/04/2015 - 11:31

x Pierluigi64: se Amanda ha ricevuto una condanna di tre anni per una dichiarazione presa in arresto da innocente e sotto la pressione degli investigatori, quale condanna dovrebbe ricevere il magistrato che lo ha perseguitata per otto lunghi anni? Tu avresti fatto del meglio al suo posto? Quindi perchè non hai il buon gusto di andare da un'altra parte?

Pierluigi64

Mer, 01/04/2015 - 12:01

Ciao Dave, per quanto riguarda dove devo andare non è affar tuo. Per quanto riguarda gli interrogatori le dichiarazioni e le denunce devono essere sottoscritte in presenza e con l'assistenza del proprio difensore quindi uno non viene condannato per calunnia solo in base a quanto detto agli inquirenti in un momento di pressione psicologica. Questa persona è stata quanto meno mal consigliata dal proprio legale mentre io mettevo in evidenza come negli USA non sarebbero andati molto per il sottile in casi del genere. Situazione assai diversa invece è quella di Sollecito che è stato oggettivamente vittima di un errore giudiziario senza nessun comportamento ambiguo da parte sua.