Amatrice, il palazzo "brutto" mal visto da tutti è l'unico rimasto in piedi

Ad Amatrice le case sono crollate. Tranne un palazzo criticato aspramente in passto perché inadeguato dal punto di vista estetico

In corso Umberto, nel centro storico di Amatrice, nessuna casa è rimasta in piedi. Il terremoto le ha distrutte tutte. Tranne poche, pochissime. Tra queste, quella maggiormente integra è un palazzo che nel passato era stato criticato aspramente perché inadeguato - dal punto di vista estetico - alla bellezza mediavale di Amatrice. Ma ha resistito. Da solo.

Cinque piani tutti colorati di marrore. Non bellissimo, bisogna dire, nel contesto. Ma solido. Come scrive il Messaggero, la struttuta "apparentemente non presenta danni, tanto che ieri mattina i dipendenti di Intesa SanPaolo (l'ex Cassa di Risparmio di Rieti), la banca che occupa il piano terra, sono potuti entrare, sia pure tra mille cautele dopo le necessarie verifiche da parte dei vigili".

"Il palazzo - racconta sempre al Messaggero Luigi Bucci, ingengere e ex sindaco di Amatrice - fu fatto costruire, nei primi anni 50, dal proprietario Domenico Piccirilli, un commerciante che gestiva un negozio di merceria e una pompa di carburante dalla parte opposta della via, attraverso lavori in economia affidati ad alcune piccole imprese locali, perché voleva trasformarlo in albergo, ma il progetto sfumò". Lo stesso Bucci conviene che la struttura era un pugno allo stomaco nella bellezza della città reatina. Tanto che pensò di far "demolire l'ultimo piano e adeguando la colorazione a un beige". Ma poi il progetto sfumò.

"Il fatto che l'edificio abbia resistito alla violenza del terremoto - conclude Bucci - ha sorpreso tutti. E' evidente, comunque, che all'epoca non si risparmiò sui materiali usati".

Alla fine l'albergo non venne fatto. E i primi due piani finirono alla Cassa di Risparmio, mentre nei piani superiori vennero costruiti degli appartamenti. Che, al contrario di altri, non sono diventati la tomba di nessuno.

Commenti

steacanessa

Sab, 27/08/2016 - 13:33

Se avessero autorizzato l'albergo forse avremmo qualche vittima in meno. Il proprietario non ha avuto rispetto per l'estetica, ma ha fatto fare una signora costruzione.

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hernando45

Sab, 27/08/2016 - 13:49

A volte le "cose" BRUTTE non sono poi cosi BRUTTE!!!! Buenos dìas dal Nicaragua.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Sab, 27/08/2016 - 13:57

Ma quale cemento... semmai acciaio come si fa in Giappone. Ma è col cemento che evidentemente mangiano i soliti sciacalli che su tutti i giornali invocano la distruzione dei nostri bei paesi.

brunicione

Sab, 27/08/2016 - 14:09

Se in Italia si fa qualche cosa senza l'intervento di politici o sindacalisti, allora funziona, tutto il resto è FURTO

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Sab, 27/08/2016 - 14:09

Leggete l'ultimo articolo di Blondet. Una sintesi perfetta che aiuta a capire i veri mali dell'Italia. Un popolo ormai allo sbando.

honhil

Sab, 27/08/2016 - 14:41

“nei primi anni 50”, il cemento era cemento. Poi i politici e i costruttori inventarono quello depotenziato, in modo tale che i secondi potessero avere mazzette più ricche da distribuire ai primi, ed i palazzi cominciarono ad accartocciarsi su se stessi ad ogni sbadiglio di madre Terra.

mariod6

Sab, 27/08/2016 - 14:48

Evidentemente le piccole imprese locali avrebbero molto da insegnare al consorzio di cooperative che ha ristrutturato la scuola. Comunque stiano pur tranquilli i dirigenti delle cooperative; non ci sarà nessuna conseguenza. Poletti e soci provvederanno ad affossare tutto. non sia mai che i compagni sbaglino!!

honhil

Sab, 27/08/2016 - 15:37

Viene il terremoto e si cominciano a celebrare i riti di sempre. Stesse facce afflitte. Stesse parole. Stesse promesse. Stesse falsità. Dal Corriere, 15 aprile 2008: «“Messina, cent'anni nelle baracche”: Esattamente un secolo fa, il sisma devastava la città dello stretto. Le capanne dei terremotati - 3.336 - sono ancora lì: popolate da gente che lavora, paga spazzatura e affitto, e deve ammazzare i topi a cucchiaiate. Senza più la speranza che questa vita «provvisoria» finisca». Ad Amatrice, invece, l’unico immobile rimasto in piedi è un palazzo di 5 piani costruito “nei primi anni 50”, quando il cemento era cemento. Poi i politici e i costruttori inventarono quello depotenziato, in modo tale che i secondi potessero avere mazzette più ricche da distribuire ai primi, ed i palazzi cominciarono ad accartocciarsi su se stessi ad ogni sbadiglio di madre Terra. Amen.

gianpiz47

Sab, 27/08/2016 - 16:26

Purtroppo su case costruite più di cento anni fa non si poteva intervenire per renderle antisismiche se non abbattendole e abbruttendole con la ricostruzione, perdendo quel pathos che le pervadeva. Quel palazzo ne è la testimonianza, e li rimarrà a memoria.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Sab, 27/08/2016 - 22:01

Qui mi sa che vogliono la botte piena dimenticando che c'è la moglie ubriaca. L'edilizia di Amatrice è originale del 1700 in poi e allora il sistema costruttivo si basava sulla calce e pietra. Hanno avuto la grazia di essere stati risparmiati da terremoti pericolosi fino all'altro ieri e adesso pagano lo scotto degli "errori tecnici" di illo tempore tralasciando quelli criminalmente tollerati negli ultimi anni.

Ritratto di gangelini

gangelini

Sab, 27/08/2016 - 23:32

Chiariamo subito che lo stabile rosso non è stato costruito da una sinistra COOP.

Ritratto di ALCE BENDATA

ALCE BENDATA

Dom, 28/08/2016 - 01:05

Questa costruzione color castagna anni 50 rappresenta una manna dal cielo. Va studiata analizzata clonata!

Magicoilgiornale

Dom, 28/08/2016 - 07:04

Sara' il punto di inizio per la RIPRESA