Amatrice riparte dai suoi ristoranti e inaugura l’Area Food

L'apertura di 8 tra i migliori ristoranti della zona, nell'Area Food realizzata da Stefano Boeri, è il simbolo della rinascita di Amatrice a meno di un anno dal terremoto

Si chiama "Amate Amatrice" ed è il simbolo della rinascita del borgo reatino raso al suolo dal terremoto. Oggi sarà inaugurata l’Area Food di San Cipriano che raccoglie otto tra i migliori ristoranti della zona. Si riparte dal piatto che ha reso questa terra ferita famosa in tutto il mondo: l’amatriciana. E da un polo della ristorazione con vista sui monti della Laga, che si estende per 2mila e 500 metri quadrati.

L’insieme delle strutture, realizzate con elementi modulari prefabbricati in legno, è stato disegnato dall’architetto Stefano Boeri. Oltre ai ristoranti ospita la mensa per la nuova scuola, aperta a dicembre, e una piazza con un’installazione temporanea chiamata "Radura". Un sogno per Amatrice, reso possibile grazie alla solidarietà di tanti cittadini, alle donazioni raccolte da Corriere della Sera-RCS e La7, agli sforzi della Contea del Comune di Amatrice e al sostegno della Regione Lazio, con i materiali forniti dalla Filiera del legno del Friuli Venezia Giulia e dall’ATI DomusGaia e Legnolandia.

Una prima scommessa vinta da una popolazione ferita che, dalla notte del 24 agosto 2016, ha sempre mostrato con forza il suo coraggio. "Sono arrivate richieste da tutta Italia da parte di persone e di amici che vogliono essere presenti all’apertura dell’Area Food – commenta in onda su Radio Amatrice, il sindaco Sergio Pirozzi -. È un momento importante perché i ristoranti rappresentano una delle nostre grandi eccellenze. Mi auguro che la regione consegni al più presto gli esercizi commerciali perché abbiamo bisogno di far tornare la nostra gente a vivere. E vivere significa lavorare".

Tra le otto attività pronte a riaprire i battenti c’è lo storico Hotel Ristorante Roma, divenuto simbolo della devastazione che ha colpito il centro del paese: l'edificio ha condiviso la sorte di gran parte delle strutture circostanti, sbriciolandosi in un cumulo di macerie. C’è anche il Ristorante Da Giovannino, Pica Patrizia (che fino a oggi aveva gestito la mensa), La Conca, Il Castagneto, Mari e Monti, Serafini Franco e Ma-Tru, del battagliero Daniele Bonanni, lo chef che negli ultimi mesi, dopo aver perso tutto a causa del sisma, ha portato la sua celebre amatriciana in giro per l'Italia, a bordo di un food truck acquistato dopo il terremoto, senza mai stancarsi di denunciare i ritardi nella ricostruzione che, solo di recente, ha iniziato a lavorare sullo smaltimento delle macerie private. La strada è ancora lunga, ma quella di oggi è una tappa importante per la rinascita della città.

Commenti

Raffaello13

Sab, 29/07/2017 - 13:01

Si continua a spendere soldi in progetti eclatanti, ma di ricostruzione del borgo ancora non se ne parla, e soprattutto non si dice con che progetti si costruiranno edifici anti sismici, in classe energetica elevata, ma dallo stile "tradizionale". Non certo le casette di una volta...