Andria, una 60enne muore dopo un intervento di routine

Ricoverata presso l'ospedale "Bonomo" di Andria per due interventi dai medici definiti di routine, una 60enne è deceduta in seguito ad un travagliato decorso post operatorio

Andria - Inquieta e fa rabbia il destino di una donna 60enne ricoverata presso l'ospedale cittadino "Bonomo" per sottoporsi a due interventi chirurgici dai medici definiti di routine e poi deceduta - in seguito ad un decorso post operatorio molto travagliato - qualche giorno prima di Natale. Il figlio della paziente, l'avvocato Giacomo Losito che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Trani, ha ricostruito con dovizia di particolari e non senza dolore il calvario della madre.

La 60enne, in quanto dializzata, necessitava di attenzioni particolari da parte del personale medico. I due piccoli interventi per i quali era stata convocata nel nosocomio andriese erano, infatti, propedeutici al futuro trapianto renale. Il ricovero nel reparto di Chirurgia nella giornata di lunedì 10 dicembre, era avvenuto non senza problemi complice l'assenza di posti disponibili, condizione questa che aveva notevolmente allungato le ore di attesa. La prima operazione - una rimozione di calcoli biliari - viene eseguita presso il Policlinico di Bari dove la donna era stata trasferita, ma lo stesso intervento le procura subito un'infiammazione al pancreas.

Rientrata nell'ospedale di Andria, si decide per lo spostamento della seconda operazione in programma di lì a poco. Nonostante timidi segni di miglioramento, presto le condizioni della signora si aggravano a tal punto che il primario del reparto opta per l'asportazione della cistifellea. L'operazione non va tuttavia a buon fine. Trascorso qualche giorno, i sintomi di malessere già accusati dalla paziente si ripresentano in maniera aggressiva. Racconta Losito:

"Sabato 22 dicembre, dopo tre giorni di agonia, a dispetto delle rassicurazioni costanti ricevute sino all'ultimo dai medici, il decesso. Fatale l'arresto cardiaco causato da uno shock settico. Mentre gli esami fatti nelle ultime drammatiche ore di vita hanno evidenziato anche la presenza di una pancreatite acuta oltre a perforazioni dell'intestino. Un quadro clinico terribile, sviluppatosi nei soli dodici giorni di ricovero presso il nosocomio andriese. Una gestione più cauta, idonea a un soggetto dializzato avrebbe potuto scongiurare il peggio?"

Il caso è stato sottoposto all'attenzione della Procura di Trani che indagherà per accertare eventuali responsabilità.