Arabia Saudita, "Vietato l'ingresso alle donne". Il cartello sessista di Starbucks

L'azienda americana è stata costretta a non ammetere le donne nei suoi locali. In un comunciato ammette: "Starbucks in Arabia Saudita rispetta le leggi locali".

Succede a Riad, dove la polizia religiosa - come riporta il il quotidiano Al Weaam - ha denunciato l'assenza, nella famosa catena di caffetteria Starbucks, della cosiddetta 'barriera di genere' presente in tutti ristoranti del regno e usata per dividere le donne dagli uomini.

Dopo la denuncia è subito scattato l'ordine alla direzione del negozio di non ammettere le donne. Oltre al divieto è anche apparso il relativo cartello. "Vietato l'accesso alle donne, per favore mandare i vostri autisti a ordinare". Il quotidiano britannico Daily Mail riporta la testomonianza di una donna su Twitter: "Starbucks a Riad non mi ha voluto servire solo perchè sono una DONNA e mi ha chiesto di mandare un uomo per ordinare".

Starbucks ha rilasciato un comunicato stampa in cui dichiara: "Starbucks in Arabia Saudita rispetta le leggi locali garantendo ingressi separati per le famiglie così come per le persone singole. Tutti i nostri punti vendita forniscono servizi, menù e posti a sedere a uomini, donne e famiglie. Stiamo eseguendo dei lavori nel punto vendita di Jarir, in modo da poter accogliere tutti i clienti nel rispetto delle norme locali".

Commenti

seccatissimo

Ven, 05/02/2016 - 00:50

Gli islamici sauditi sono forniti di tantissimi soldi Senza merito (grazie al petrolio), ma fondamentalmente sono dei poveri cerebrolesi!