Arrivano gli archeoPokémon «Ecco la sfida degli antenati»

I pupazzi protagonisti del videogioco che ha venduto 260 milioni di copie al mondo, compiono 18 anni. Ma non perdono un colpo. «La loro forza? Essere i Pokémon»

I Pokémon compiono 18 anni e non perdono un colpo. Qualche numero? A tre giorni sul mercato giapponese e americano – da noi in Europa sono invece in vendita solo da ieri – le nuove versioni Pokémon di Nintendo Rubino Omega e Zaffiro Alpha hanno già venduto 3milioni di copie. «Tutto merito dei Pokémon: la loro forza è essere i Pokémon». Sorridono gli sviluppatori Junichi Masuda e Shigeru Ohmori, producer e game designer dei nuovi capitoli della serie di videogiochi che ha venduto qualcosa come 260milioni di copie al mondo, capace com'è di incantare ancora bambini di 5 anni e adulti di 60, abile nell'attraversare i media più disparati, dal videogioco alle carte, senza trascurare la serie-tv ispirata all' anime giapponese e trasmessa ovunque. Che sia viscerale il legame tra Masuda e Ohmori e le loro nuove creature – protagoniste di un'appassionante avventura che fa luce su altri misteri della megaevoluzione – lo capisci subito: li abbiamo appena incontrati a Milano, nel giorno di lancio dell'evento «I Pokémon invadono l'Italia», presentazione a 150 fan selezionati della community Pokémon, e i due sviluppatori hanno passato gran parte del tempo a “coccolare“ i loro personaggi sotto forma di pelouche. «I Pokémon non sono solo una cosa cui ti puoi affezionare, come può capitare con un animaletto vero – spiega Masuda -. Sono qualcosa di più: per entrare in sintonia con loro, devi imparare a conoscerli attraverso il gioco. Devi capire i loro gusti, i loro punti di forza, quelli di debolezza». Diciamo subito che Pokémon Rubino Omega e Pokémon Zaffiro Alpha (si giocano solo su console Nintendo 3DS e 2 DS) prendono le mosse dagli amatissimi Pokémon Rubino e Pokémon Zaffiro, usciti nel 2003 per Game Boy Advance: spetta a loro il compito di “andare all'origine dell'era Pokémon” per fare luce su alcuni complessi misteri della megaevoluzione. È una sorta di viaggio nel tempo, quello proposto da questa nuova avventura Nintendo: «Ci siamo ispirati un po' a ciò che è stata l'epoca dei dinosauri per l'evoluzione della nostra specie: un'epoca in cui gli animali erano enormi», dice Ohmori. E infatti anche sulle due copertine dei giochi si trovano i disegni di ArcheoGroudon e ArcheoKyyogre, nuove forme dei leggendari Groudon e Kyogre, Pokémon addormentatisi in un lungo sonno, uno nel magma infuocato l'altro nel freddo degli abissi, dopo un combattimento straziante. Grazie a un “archeorisveglio“, i due Pokémon si rianimano e ritrovano il loro potere primitivo: sono pronti per compiere un viaggio nell'affascinante regione di Hoenn, alla ricerca di altre megapietre – i fan sanno bene che in Pokémon X e Pokémon Y ne sono già state scoperte e identificate 28 - da mettere in risonanza con la Pietrachiave e innescare così una nuova megaevoluzione. Che cosa comporterà? Di certo lotte e duelli, anche se Masuda e Ohmori sono chiari su un punto: «Quando progettiamo videogiochi o sviluppiamo nuove avventure dei Pokémon ci guidano solo due principi fondamentali: il sentimento di affezione che si deve creare tra i Pokémon e i gamers e la gioia che deriva dal videogioco stesso». Al solito, dunque, tantissime gare, battaglie, lotte, scontri ma niente sangue, niente violenza, niente crudo realismo come accade in tanti altri videogames in circolazione: «Non ci interessa questo aspetto – spiega Masuda – : mi piacerebbe paragonare i Pokémon a una bella partita di tennis. Tanta sana competizione, tante prove di forza e di bravura, ma nessuno spazio alla violenza fine a se stessa. E poi a noi piace creare giochi che spingano la gente a incontrarsi, a conoscersi e sfidarsi di persona». Forse è questo il segreto del successo dei “pocket monster” che fanno impazzire i bambini, pronti a collezionarne infinite carte, che spingono le persone adulte a macinare chilometri per partecipare a raduni e sfidare altri compagni, che incollano le famiglie alla tv con le storie del giovane Ash, del professor Oak e del più dolce dei Pokémon in circolazione, quel Pikachu che diventerà negli anni l'inseparabile amico - ricchissimo il suo merchandising, anche in Italia - di piccoli e grandi in mezzo mondo.