Arturo Puoti, il ragazzo accoltellato dal branco: "Solo un parente si è scusato"

Arturo Puoto, il giovane accoltellato un anno fa a Napoli dal branco, ospite a Storie Italiane racconta il suo quotidiano. E dice: "Oggi sto bene, ho ripreso a fare sport. Sogno di diventare medico per aiutare gli altri"

Avrebbe ricevuto le scuse soltanto da un familiare di chi l'ha accoltelato. Ma dai suoi aggressori e dai loro genitori, invece, neanche una parola. Eppure, nemmeno un anno fa, Arturo Puoti ha rischiato di morire accoltellato. È accaduto a Napoli, in via Foria, a dicembre 2017. Aveva 17 anni. È stato aggredito da un gruppo di coetanei, il branco. E la lama si sarebbe fermata qualche millimetro prima di recidergli la giugulare. Altrimenti sarebbe morto dissanguato, sul marciapiede. Un anno dopo, a Storie Italiane, il programma di Eleonora Daniele, in onda tutte le mattine su Raiuno, il giovane ha ricordato quell'episodio. E le sue conseguenze.

Il racconto di quei momenti

"Stavo passeggiando per i fatti miei", ha spiegato il giovane, ripercorrendo quei momenti, con la madre Maria Luisa, "A un certo punto vengo circondato da questi quattro e capisco che buone intenzioni non ne hanno. Comincio ad accelerare il passo ma vengo accerchiato. Mi accoltellano, sia dietro che davanti, in branco". Li descrive come i "lupi", il giovane campano, che si aggirano alle spalle della preda e "agiscono tutti insieme".

Il presente normale di Arturo

Nonostante abbia rischiato di non farcela, Arturo non ha perso la vita in quella circostanza. Oggi viene sottoposto a controlli sanitari costanti, ma il giovane ritiene di stare bene. "Non mi posso lamentare della situazione attuale. Sto molto bene. Sono riuscito a riprendere lo sport", spiega il ragazzo. Sogna, nel futuro, di poter aiutare gli altri e spera di poter diventare medico. Per sua madre una scelta simbolica.